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Impianti di itticoltura nel Golfo, Simeone presenta un’interrogazione in Regione

Simeone: "Persiste l'immobilismo regionale quando mancano ormai circa sei mesi dalla scadenza della validità delle concessioni demaniali"

Impianti di itticoltura nel Golfo di Gaeta mai delocalizzati. Sul tema è intervenuto il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare, Giuseppe Simeone, che ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in relazione gli impianti di itticoltura non ancora delocalizzati.

“Allo stato attuale non risulta ancora che la Regione Lazio abbia provveduto a delocalizzare gli impianti di itticoltura situati nell’area sensibile del golfo di Gaeta – fa sapere in una nota -. Questo immobilismo persiste quando mancano ormai circa sei mesi dalla scadenza della validità delle concessioni demaniali marittime rilasciate agli impianti di acquacoltura. A tal riguardo ho presentato un’interrogazione urgente a risposta immediata al presidente Zingaretti e alla giunta regionale che verrà discussa già mercoledì 17 giugno nel question time previsto in Consiglio, per sapere quali misure e interventi siano stati messi in campo per far rispettare le prescrizioni normative del 2010 e del 2015″.

Un vicenda che si sta trascinando da troppo tempo, nonostante, con una delibera di giunta regionale, il Golfo venne
designato come area sensibile.

“Oltre a porre una serie di misure per prevenire e ridurre l’inquinamento delle acque del golfo di Gaeta, a stabilire l’adeguamento degli impianti di depurazione, a disporre anche limiti e restrizioni sugli scarichi nel mare, la delibera regionale – prosegue Simeone – ha stabilito soprattutto che gli impianti esistenti e autorizzati allo svolgimento di attività di itticoltura, siti all’interno dell’area sensibile, devono essere ricollocati fuori dalla stessa e posizionati in modo tale che le correnti con convoglino gli apporti inquinanti prodotti nella zona marina individuata come area sensibile.

Ad oggi, la delocalizzazione in offshore degli impianti di acquacoltura ricadenti nell’area sensibile del golfo di Gaeta, che avrebbe dovuto essere attuata dal 2015 non si è concretizzata. Sottolineo – prosegue Simeone – che una determinazione dirigenziale del 2 luglio 2014 ha prorogato sino al 31.12.2020 la validità delle concessioni demaniali marittime rilasciate dalla Regione Lazio relativamente agli impianti di acquacoltura.”

Poi Simeone conclude: “Ritengo che sia il caso di porre degli interrogativi. Quali provvedimenti ha adottato la Regione con riferimento alle strutture non più utilizzate o abbandonate? Quali misure e interventi intende adottare al fine di ottemperare alle prescrizioni della delibera di giunta regionale del 2010 e della Determinazione del 2015? Mi auguro che già a partire da mercoledì si possano avere dall’amministrazione risposte chiare, nella speranza che si arrivi a soluzioni concrete in tempi brevi”.

(Il Faro online)