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Infernetto, lunedì i funerali di Mattia. L’investitore: “È vero, correvo troppo”

Lunedì si svolgeranno i funerali del ragazzo investito in via Cilea. La difesa dell'investitore

Infernetto – I funerali di Mattia si terranno lunedì nella chiesa di San Corbiniano, a due passi da dove è stato investito. Intanto, nell’interrogatorio di garanzia l’automobilista ammette: “È vero, correvo troppo ma non mi faccio le canne”.

Effettuata l’autopsia sul corpo di Mattia, l’autorità giudiziaria ha messo la salma a disposizione dei familiari che hanno deciso di tenere i funerali lunedì 15 giugno, ore 10,00, presso la chiesa di San Corbiniano, in via Ermanno Wolf Ferrari. L’ultimo saluto a Mattia si farà a due passi dal punto della sua uccisione, in via Cilea, dove nel frattempo è sorto spontaneamente un sacrario di fiori e ricordi del quindicenne.

L’INTERROGATORIO DI GARANZIA

Ieri si è svolto l’interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto del geometra di 22 anni responsabile dell’investimento di Mattia. «Me lo sono trovato davanti all’improvviso. Ma non ero distratto». Ha riferito il giovane al magistrato. «Non avevo nemmeno bevuto», ha aggiunto, specificando che aveva cenato a casa dei genitori. I suoi amici lo aspettavano al circolo ricreativo vicino casa per giocare a biliardo, la sua passione.

Nonostante il limite di velocità su via Cilea fosse di 30 km/h la Peugeot guidata dall’investitore, difeso dall’avvocato Graziano Rondinelli, viaggiava almeno al doppio della velocità.

«Non andavo piano – ha ammesso il giovane – Non ho visto quel gruppo di ragazzini e me li sono trovati davanti all’ultimo momento. Ho provato a schivarli ma non ce l’ho fatta». Sulla strada non ci sono segni di frenata, tanto che il corpo di Mattia è volato per oltre venti metri.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, alcuni testimoni, gli amici di Mattia, sostengono di aver visto il 22enne con gli occhi chini verso la tastiera del suo smartphone mentre si trovava alla guida. Ma lui è categorico: «Non ero distratto dal telefono». Solo le trascrizioni dei tabulati telefonici e dei messaggi, indispensabili per capire se effettivamente il giovane al momento dell’incidente fosse impegnato in una conversazione o in una chat, potranno permettere di appurare la sua versione dei fatti.

I primi esami tossicologici sul giovane automobilista hanno evidenziato una positività ai cannabinoidi. Eppure, incalzato dalle domande del pm Andrea Cusani, il 22enne, che fuma abitualmente sigarette, in maniera evasiva ha cercato di smarcarsi da ogni accusa di essere un consumatore di droghe leggerre. «Io non faccio uso di droghe. Non so come sia possibile questa cosa. Forse qualche amico mi ha offerto un tiro di sigaretta modificato, con qualcosa dentro a mia insaputa. Non lo so. Non so spiegare la presenza di cannabis nelle mie analisi».

Nei confronti del giovane geometra, incensurato e senza precedenti per guida pericolosa, il pm Andrea Cusani ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura dei domiciliari. Il gip Livio Sabatini, al termine dell’interrogatorio, si è riservato di decidere in merito.