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Mafia sul litorale romano, condannati sei esponenti del clan Fragalà

I sei erano stati arrestati nell'ambito dell'operazione "Equilibri" dello scorso anno

Roma – Traffico di droga, estorsioni e violenza in associazione di tipo mafiosa. Si conclude con pesanti condanne il processo in primo grado per sei esponenti del clan Fragalà, associazione a delinquere di stampo mafioso operativa tra Catania e Roma che terrorizzava il litorale romano tra Ardea, Torvaianica e Pomezia.

Il Gup del Tribunale di Roma, al termine del rito abbreviato, ha condannato a quattordici anni di carcere con il riconoscimento del 416 bis a Vincenzo D’Angelo, a dieci anni Emidio Coppola, a otto anni e quattro mesi con il 416 bis Renato Islami, a sette anni e quattro mesi con il 416 bis Francesco Loria, a sette anni sempre con il 416 bis Enrik Memaj e a sette anni per Manolo Mazzoni.

I sei erano stati arrestati nell’ambito dell’operazione “Equilibri” dello scorso anno. In tutto finirono in manette 31 persone, di cui 28 andate in carcere e 3 ai domiciliari, tutti accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto abusivo di armi, traffico di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento personale. A Velletri è ancora in corso il processo per gli altri arrestati nell’operazione del 2019.

Queste le risultanze del processo in primo grado con il patteggiamento; va ricordato per diritto di cronaca che l’ordinamento giuridico italiano prevede altri due gradi di giudizio dopo il primo: Appello e Cassazione.

(Il Faro online)