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A quasi 40 anni dalla riforma della Pubblica Sicurezza, il ruolo del poliziotto nella società di oggi

L'Edizione Speciale del 22 giugno, dedicata agli appartenenti alla Polizia di Stato, andrà in onda dalle ore 18:00 e si potrà seguire in diretta sui canali social e You Tube del “Faro”

Non sono poche le professioni che in questa fase di crisi epidemiologica da Covid-19 si trovano ad avere un rischio di esposizione potenziale al virus SARS-CoV-2 maggiore di altre attività lavorative.

Dopo medici e infermieri, sono i componenti della Polizia, dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco, della Guardia di Finanza e delle Forze Armate, ad essere i più esposti al contagio del coronavirus.

Professioni che non possono rispettare in pieno le norme più stingenti dell’emergenza sanitaria, come evitare il contatto fisico con altre persone o la condivisione di spazi ristetti.
Allo stesso tempo, è difficile in molti reparti l’utilizzo dello smart working ed impossibile per le azioni sul campo: la vicinanza in una volante, il contatto fisico durante un arresto o una perquisizione sono pratiche che difficilmente avranno applicazioni alternative.

Ma non sono solo i rischi connessi al servizio, legati a stress, traumi e altri fattori che possono minare la salute degli agenti.
Incidono gravemente anche gli attacchi e le aggressioni violente, che gli uomini in divisa ricevono nel corso dello svolgimento del servizio in strada.
A cui si aggiungono i tagli al personale e alle dotazioni di servizio, che mettono a rischio la sicurezza non solo dei poliziotti ma anche dei cittadini

Fattori resi ancora più pesanti, molte volte, dall’inefficacia delle leggi in vigore che non tutelano, né dal punto di vista della sicurezza sul lavoro e né tantomeno dal punto di vista economico (con stipendi inferiori ai 1.500,00 euro al mese), coloro che prestano la loro professione al servizio dello Stato e delle Istituzioni.

“A quasi 40 anni dalla riforma del 1981 – dichiara Vincenzo Chianese, Segretario Generale del sindacato di Polizia Equilibrio e Sicurezza – nonostante gli sforzi e gli innegabili progressi, molto resta ancora da fare per darle piena e concreta attuazione, soprattutto per ciò che attiene il ruolo che nel tessuto sociale deve essere riconosciuto agli appartenenti alla Polizia di Stato e alle altre Forze di Polizia. A ciò si aggiunge la necessità di garantire meglio la nostra sicurezza: dispositivi ed equipaggiamenti non sono ancora in linea con l’evoluzione che hanno avuto le tecnologie, così come i trattamenti economici ed i meccanismi di progressione in carriera non sono allineati agli standard dei paesi occidentali più evoluti”.

Questi i temi al centro della nuova puntata dell’Edizione Speciale dedicata alla Polizia di Stato, che andrà in onda lunedì 17 giugno, a partire dalle ore 18:00 e che si potrà seguire in diretta sui canali social e You Tube del “Faro” e in differita sugli stessi canali e sulla home page della testata. Clicca qui per seguire la diretta.

Ospiti del programma, condotto dal direttore responsabile Angelo Perfetti, con la partecipazione del sociologo e direttore editoriale Vincenzo Taurino, saranno i Segretari Generali dei Sindacati di Polizia, Fabio Conestà del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap), Vincenzo Chianese, Equilibrio e Sicurezza (ES) e Maricetta Tirrito, portavoce del Comitato Collaboratori di Giustizia (CoGi)

Nel corso della diretta il pubblico avrà l’opportunità di interagire con gli ospiti e rivolgere loro delle domande.

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