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Fratelli d’Italia: “Viadotto di via dell’aeroporto, demolizione confermata ma tempi biblici”

Anselmo Tomaino: "Demolizione viadotto, disastrosa gestione di Comune di Fiumicino, Regione Lazio e Ministero"

Fiumicino – Si era parlato di “massima urgenza”, la tempistica della demolizione era definita in 45 giorni. Era il 2 ottobre 2018, e il viadotto di via dell’aeroporto fu chiuso ai mezzi pesanti e limitato alla circolazione ordinaria per evidenti sofferenze strutturali, tali da renderlo pericoloso. E ne fu decretata la demolizione (il tutto a seguito di un’inchiesta, fatta dal Faro online, datata novembre 2016 (leggi qui).

Siamo a 20 mesi da quel drammatico annuncio fatto in conferenza stampa congiunta tra Comune di Fiumicino e Regione Lazio, e da quell’appuntamento è seguito un lungo periodo di stallo, che ha portato anche ad una serie di interrogazioni regionali e parlamentari.

Il giorno dopo l’annuncio fu subito chiesto un Consiglio straordinario in Regione, da parte delle forze di opposizione (leggi qui).

Nel dicembre dello stesso anno, Roberta Angelilli, in qualità di consigliera regionale di Fratelli d’Italia, fece un accesso agli atti per recuperare la relazione dell’Astral (clicca qui per leggere l’articolo e il documento) da dove si evinse chiaramente la criticità della situazione e l’ammaloramento del viadotto.

Ad un anno esatto di distanza dalla conferenza stampa, nulla di sostanziale era accaduto (leggi qui), tanto meno era all’orizzonte l’abbattimento. Tant’è che, sempre Fratelli d’Italia, tramite l’on. Marco Silvestroni, fece arrivare la questione dell’asse viario che comprende sia il viadotto di via dell’aeroporto sia il Ponte della Scafa sul Tavolo del ministro Danilo Toninelli (leggi qui).

Adesso, a seguito dell’interrogazione parlamentare, fonti interne al partito di Giorgia Meloni, fanno sapere che l’abbattimento del ponte sarebbe confermato, e che però i tempi burocratici di realizzazione dell’opera non permetteranno l’apertura reale del cantiere prima del 2022.

Anselmo Tomaino

Anselmo Tomaino

E’ del tutto evidente – sottolinea Anselmo Tomaino, della direzione provinciale di Fratelli d’Italia – che c’è stata una pessima gestione del caso da parte di tutta la filiera politica: a partire dal Comune di Fiumicino, per passare a Regione e Governo. Se è vero (e le carte tecniche lo hanno dimostrato, a meno di clamorosi ribaltoni che non sembrano esserci all’orizzonte, il che sarebbe ancora più grave) che l’abbattimento di quel viadotto è necessario, perché ormai ammalorato, e che i tempi stabiliti erano di 45 giorni, com’è accettabile che per l’inizio dei lavori bisogna calcolare 4 anni, addirittura 6, se iniziamo a contare dall’inchiesta giornalistica che sollevò il problema)? Come può un’amministrazione comunale accettare tali ritardi? E come può non spingere su un Ente superiore della stessa parte politica? Come si fa – prosegue Tomaino – a lasciare un intero quartiere prigioniero di lavori che avrebbero dovuti essere fatti in somma urgenza e che invece avranno tempi biblici? Va ricordato che nel frattempo  attività commerciali hanno chiuso i battenti, e l’intero quadrante di via Trincea delle Frasche e di via Monte Cengio hanno visto stravolta la propria quotidianità. Chi pagherà per questa inerzia – conclude Tomaino -, solo i cittadini o anche i politici che avevano il compito di gestire l’emergenza?”

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