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Chiude l’alberghiero di Lavinio, la protesta del proprietario: “E’ tutto in regola”

L'ingegner Pier Giovanni Venturini: "Privare gli studenti del territorio di una struttura così organizzata e funzionale significa privarli di un'opportunità enorme, lavorativa e non solo"

Anzio – Non si placano le polemiche sulla chiusura della succursale dell’Istituto alberghiero Marco Gavio Apicio di Lavinio. Dopo le dichiarazioni del consigliere regionale Adriano Palozzi e quelle del vicesindaco di Roma Teresa Zotta (leggi qui), ad intervenire è infatti l’ingegner Pier Giovanni Venturini, titolare della società proprietaria del contratto di leasing del plesso scolastico di via delle Bouganvillae.

“La struttura, frequentata da circa 550 ragazzi – spiega l’ingegner Venturini a ilfaroonline.it -, è un vero e proprio college di oltre diecimila metri quadri: al suo interno sono stati realizzati ristoranti, banconi bar, cucine e una palestra. Quella dell’istituto alberghiero, infatti, è una didattica particolare, che ha bisogno di laboratori e spazi in cui poter fare esperienza. Pensare di trasferire gli studenti e di ammassarli in altre scuole è una follia, e l’idea di affittare un albergo di Anzio in cui fare lezione è ancora più assurda. Sarebbe più il tempo perso fra gli spostamenti in pullman che quello effettivamente dedicato alla lezione; senza contare il costo che tutto ciò avrebbe. La struttura venne progettata proprio per ovviare a questo tipo di problemi, e chiuderla è come fare un passo indietro di vent’anni”.

“Il plesso – continua Venturini – è perfettamente a norma. Ci siamo sempre premurati di avere tutte le certificazioni del caso, e proprio in questo momento ci sono 25 operai che stanno lavorando per assicurare il rispetto delle nuove misure di sicurezza anti-Covid. Ma al di là delle questioni politiche, che non m’interessano, quello che è in gioco è il futuro di questi ragazzi, molti dei quali hanno un passato difficile e che proprio grazie all’istituto alberghiero hanno trovato una dimensione in cui potersi realizzare e riscattare. Tanti degli studenti dell’Apicio, infatti, ricoprono oggi cariche di tutto rispetto in catene alberghiere di tutto il mondo. Un risultato inimmaginabile senza una struttura come la nostra, che ha offerto loro uno spazio in cui poter apprendere la professione a 360 gradi”.

Il prezzo dell’affitto, che può sembrare alto, è però assolutamente adeguato alle dimensioni dell’immobile che, lo ricordo, è di ben diecimila metri quadri. Il vicesindaco Zotta è un’insegnante, ma io sono un ingegnere e un costruttore da generazioni e le assicuro che è tutto perfettamente in regola. Privare gli studenti del territorio di una struttura così organizzata e funzionale significa privarli di un’opportunità enorme, lavorativa e non solo”.
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