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A Formia disavanzo di circa 12 milioni di euro, il Sindaco fa il punto sul rendiconto 2019

Per ripianare il disavanzo, fino al 2023, saranno utilizzate le risorse derivanti dalla rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti approvata in Consiglio il 28 maggio

Formia – “L’Amministrazione ha fatto un lavoro che permetterà una ripartenza, dura ma vera, con un Bilancio chiaro e trasparente”. È con queste parole che il sindaco di Formia, Paola Villa, ha voluto presentare, in conferenza stampa, il rendiconto 2019.

Una conferenza che si è tenuta alla presenza dell’assessore al Bilancio, Biagio Attardi e del presidente di Commissione, Cristian Lombardi, che, insieme al Sindaco, hanno illustrato i dettagli del rendiconto, già deliberato in giunto e discusso nella Commissione competente e che, a breve, giungerà in Consiglio per l’approvazione definitiva. 

Al centro della discussione, il disavanzo di bilancio, di circa quasi 12 milioni di euro. Un disavanzo dovuto al passaggio del metodo di calcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità, che dal 2019 è passato dal semplificato all’ordinario.

Dal 2015 al 2018, infatti, i Comuni avevano la facoltà di adottare il metodo semplificato, dal 2019 è diventato obbligatorio quello ordinario. Questo periodo di transizione ha fatto si che si siano rinviati degli oneri di gestione al 2019. 

Ma che cosa è successo durante questo passaggio di metodo? “Praticamente – hanno spiegato in conferenza – si è verificata una sottostima delle quote da accantonare, spostando in avanti le difficoltà connesse alle maggiori quote del Fcde.  

Il disavanzo che scaturisce dal Rendiconto dipende unicamente dal Fondo C.d.e, tanto è vero che l’importo minimo da accantonare nell’anno 2019 è pari a 24.130.308,16 (calcolato con metodo ordinario) quindi rispetto a quello previsto nel bilancio 2019 di – 12.186.688,92 (calcolato con il metodo semplificato)”.

Ma come fare per ripianare questo disavanzo, allora? Ebbene, c’è da specificare che il disavanzo va, per prima cosa, diviso in tre tipologie. La prima è il disavanzo derivante dal saldo e stralcio delle “cartelle esattoriali” pari 360.478,24 euro da ripianare in cinque anni per una quota pari a 72.095,65 euro.

La seconda tipologia è quella del disavanzo ordinario della gestione 2018 pari ad euro 87.810,46, ripianabile in tre anni per una quota annua di 29.270,15. E, infine, il disavanzo derivante dall’applicazione del metodo ordinario per la determinazione del F. C.D.E pari a 11.943.619,24 euro. Quest’ultima tipologia sarà ripianata, secondo quanto previsto dalla normativa, in quindici annualità a partire dal 2021 in rate costanti da euro 796.241,28.

Fino al 2023 – hanno sottolineato in conferenza stampa – saranno utilizzate le risorse derivanti dalla rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti approvata dall’attuale Amministrazione nel Consiglio Comunale del 28 maggio”.

“Questa Amministrazione  – ha sottolineato il Sindaco – ha fatto in modo che il ripiano del disavanzo non ricadesse sui cittadini”. E ancora: “Affinché si ottenesse un bilancio reale, tra ciò che viene inserito e la copertura finanziaria corrispondente, in questi mesi gli uffici del Settore Economico Finanziario in collaborazione con tutti i Settori, e in particolar modo con il Settore Lavori Pubblici, hanno fatto un lavoro approfondito sotto il profilo contabile per dare risposte e accertare tutti i residui attivi e passivi. Grazie a questo lavoro sono emerse numerose discrasie con riferimento ai mutui relativi alle opere pubbliche“.

In particolare, il riaccertamento dei residui ha fatto sì di riprendere diverse opere pubbliche, quali ad esempio, Via delle Vigne, cancellata dai residui passivi (errata precedente allocazione) e reimputata in bilancio al Fondo Pluriennale Vincolato in modo da garantire la partenza dell’opera.

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