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Milan vs Roma, le pagelle de il Faro online, la Roma si squaglia a San Siro

Si pensava che potendo lavorare con tutta la rosa, finalmente il lavoro di Mr. Fonseca fosse agevolato. Purtroppo San Siro ha detto di no e alcuni cambi, questa volta, non hanno dato i frutti desiderati. Il caldo e la condizione, che col passare dei minuti diventava sempre più precaria, non hanno consentito uno sviluppo di gioco adeguato. Rovinato quanto di buono era stato fatto vedere con la Sampdoria.

di Romina Pennisi    (foto Clemente per l’Archivio de Il Giornale di Roma)

Milano. Ci si aspettava una conferma dopo la bella prova con la Sampdoria alla ripresa del Campionato ma, come da copione, in un pomeriggio Sahariano/milanese la Roma si squaglia e lascia i tre punti ai rossoneri che ora, insieme al Napoli, possono avere tutti i diritti di provare a riprendere la squadra di Fonseca. La tenuta atletica dei giocatori, la loro tenuta mentale, il moltissimo tempo di inattività e lo stadio vuoto, stavolta, hanno giocato un brutto scherzo tanto da incorrere in una delle più brutte prestazioni della Roma 2019-2020. La statistica, di cui alle pagelle di Roma-Sampdoria, in questa occasione è stata rispettata e stavolta la squadra con maggiori minuti immagazzinati nelle gambe ha prevalso suggellando questo con un gol, il secondo seppure su rigore, al 89^. Anche la squadra rossonera, ponendo un mazzo di fiori su un seggiolino vicino alla panchina, ha omaggiato Pierino la Peste, come veniva chiamato dai tifosi milanisti. Per i tifosi Romanisti invece era Pierogol.

Antonio Mirante, 6,5 – Fa buona guardia alla sua rete fino al gol e anche in quel caso si oppone strenuamente prima di cedere. Di certo, i compagni non lo aiutano. Più di una volta è costretto a uscire dall’area e disinnescare di piede gli avversari lanciati in contropiede o favoriti da retropassaggi sbagliati. Solo sul cross tagliato di Hernandez sbaglia la misura e non esce, mettendo Calhanoglu in condizione di segnare, anche se poi il turco sbaglia. Gli nega ancora due volte la realizzazione, sia sul finire del primo tempo, quando respinge di pugno sulla sua punizione, e al 64’. Subito dopo non si fa sorprendere neanche dal tiro sporco di Paquetà. Al 76’ respinge il tiro a mezza altezza di Kessié e d’istinto si oppone al tiro ravvicinato di Rebic, ma la palla sbatte sul palo e torna sui piedi del giocatore croato che spara in rete. All’89’ sfiora con i polpastrelli il pallone al fulmicotone calciato da Calhanoglu dal dischetto del rigore. Incolpevole.

Davide Zappacosta, 4,5 – Ha fatto il suo lavoro da terzino senza brillare per oltre un’ora di gioco, proponendosi anche in attacco sulla fascia di competenza, e questa, tutto sommato, sarebbe già una discreta notizia, considerata la penuria di soluzioni da quella parte per la Roma. Ma al 76’ commette un errore sanguinoso, che rischia di costare la Champions ai giallorossi: il solito retropassaggio sbagliato, commesso ormai da quasi tutti i giocatori del reparto difensivo, innesca il contropiede di Paquetà nell’azione che finisce con il gol di Rebic. All’85’ propone un interessante cross in area, ma i centrali rossoneri sono attenti. Decisivo, ma in negativo.

Gianluca Mancini, 5 – Tornare dopo tanto tempo non è facile, anche se i ritmi sono bassi. Nel primo tempo sembra piuttosto confuso: al 27’ si fa saltare da Bonaventura, che per fortuna spara alto, e alla mezz’ora mette in difficoltà Mirante con una palla complicata. Al 70’ fa muro su Rebic, impedendogli di girarsi sul lato dell’area romanista, ma è l’ultimo squillo prima del naufragio della squadra. Lontano dalla forma.

Chris Smalling, 5,5 – In un contesto difficile, con ritmi bassi e squadra arretrata, si fa comunque sentire in difesa, anche se gli imperiosi anticipi difensivi ante lockdown sono un pallido ricordo. Disinnesca più di una volta Rebic, si oppone a un tiro potente di Saelemaekers, svetta in area per liberare di testa. Si propone anche in attacco, al 61’: sull’angolo dalla destra, rimette in mezzo di testa, costringendo Donnarumma a smanacciare. Poi però paga anche lui il calo di condizione fisica e all’88’ causa il rigore atterrando Hernandez lanciato in area. Un passo indietro.

Leonardo Spinazzola, 5 – È spesso in ritardo: prima su Castillejo (ma al 12’ almeno riesce a chiuderlo) poi su Bonaventura e infine su Saelemaekers. Al 47’ si unisce anche lui al festival del retropassaggio impreciso, mettendo in difficoltà Mirante, che è costretto a rincorrere Rebic. Non ci siamo.

Brian Cristante, 6 – La sufficienza in realtà è stiracchiata, ma prima di calare anche lui vistosamente, almeno si fa sentire a centrocampo, difendendo con il fisico il pallone dal pressing dei milanisti. Questo lavoro però gli costa evidentemente energie e lucidità, dato che già alla fine del primo tempo, in ritardo su Chalanoglu, concede una punizione da posizione pericolosa. Anche al 53’ prende lentamente la palla dalla difesa e così si ritrova ingabbiato fra tre avversari, che gliela tolgono, per fortuna senza conseguenze. Esce all’81’, sostituito da Diawara. Sicuramente meglio dell’ultimo Amadou, ma non ci voleva poi molto.

Jordan Veretout, 6,5 – Svolge il solito lavoro oscuro, ripiegando tra i centrali di difesa per impostare l’azione, e al 62’ fa ammonire Rebic. Prova anche a spostare più in alto il baricentro della squadra giallorossa, quando al 64’ duetta a centrocampo con Dzeko: purtroppo al momento di restituirgliela, il suo cross è troppo lento ed è preda di Romagnoli. A partita praticamente finita, prende un giallo evitabile, che gli costerà il turno di squalifica con l’Udinese e metterà in difficoltà Fonseca, dato che per lo stesso motivo mancherà anche Pellegrini. Affidabile.

Justin Kluivert, 4,5 – Il solito folletto inconcludente, che danza, dribbla, scatta (stavolta neanche tanto), ma senza creare granché. Anzi, spesso si fa portare via la palla. Per rimediare, poi, rincorre l’avversario, ma quando non riesce a raggiungerlo ricorre a spallate e trattenute, regolarmente sanzionate dall’arbitro. Al 56’ sbaglia l’imbucata per Dzeko e perde un’occasione preziosa. Al 58’ Fonseca applica la solita staffetta con Perez. Va bene la tigna, ma solo se unita all’intelligenza.

Lorenzo Pellegrini, 4,5 – Si sa che non è in condizione fisica, ma una regressione così improvvisa rispetto alla partita con la Samp non potevamo aspettarcela. Fuori dal vivo del gioco, è in ritardo anche nei recuperi difensivi e infatti si fa ammonire già al 22’ per una brutta entrata a centrocampo ai danni di Bennacer. Diffidato, salterà la gara con l’Udinese. All’81’ al suo posto entra Pastore. Il lontano parente del giocatore visto mercoledì.

Henrix Mkhitaryan, 6,5 – Si dà da fare, sia in attacco che in difesa, incurante dell’umidità che toglie il respiro. Al 21’ prova il sinistro da 30 metri ma la palla è deviata in angolo da Bennacer. Due minuti dopo lo vediamo arretrare fino alla sua area, per aiutare i compagni a impostare l’azione. Al 50’ prende palla da Dzeko, si libera bene e prova da fuori area di sinistro, anche se non è il suo piede, ma il tiro è intercettato. Esce al 69’ per Perotti. Quanto meno ci prova.

Edin Dzeko, 5 – È sua l’occasione più ghiotta, quasi l’unica in realtà, della Roma: sul cross dalla sinistra di Kluivert, alzato involontariamente di nuca da Kessié, colpisce di testa da pochi passi ma angola troppo la conclusione e sfiora il palo alla sinistra di Donnarumma, che nell’occasione resta immobile. Fonseca lo toglie al 69’, facendo entrare Kalinic. Spremuto.

Carles Perez, 4,5 – Ha a disposizione più di mezz’ora per incidere, dopo aver rilevato Kluivert. In realtà, si nota ma per gli errori: appena entrato, perde palla perché non si capisce con Zappacosta; al 62’ dovrebbe tirare ma sceglie il passaggio; al 79’ crossa alto per Kalinic. Impalpabile.

Diego Perotti, 5 – Al 69’ sostituisce Mkhitaryan e cerca di portare un po’ di scompiglio nell’area avversaria. Al 72’ chiude su Saelemaekers lanciato sulla sinistra. Dieci minuti dopo, il suo cross nell’area milanista è deviato in angolo da Kjaer. All’82’ cerca un varco sulla fascia sinistra con ripetuti dribbling, ma senza Dzeko non ci sono compagni da servire in mezzo all’area. Incompreso.

Nikola Kalinic, SV – Subentra a Dzeko al 69’ e riesce a non farsi vedere mai. Solo al 92’ gli arriva una palla che però controlla male di petto.

Amadou Diawara, SV – Gioca un quarto d’ora al posto di Cristante. È in ritardo anche lui su Hernandez nell’azione del rigore, ma è anche vero che è sbilanciato a causa di un colpo ricevuto sul piede d’appoggio, che l’arbitro avrebbe potuto sanzionare interrompendo così l’azione.

Javier Pastore, SV – Entra all’81’ al posto di Pellegrini e questo è tutto quello che c’è da dire sulla sua prestazione.

Paulo Fonseca, 5,5 – Nel primo tempo, la squadra riesce a restare corta e si rende anche pericolosa con un paio di fiammate. Dopo l’ora di gioco, però, quando il pressing avversario si fa più aggressivo, i giocatori sono sulle gambe e le trame si smagliano. A parziale giustificazione, occorre sottolineare che la Roma ha avuto due giorni in meno di riposo, rispetto al Milan, e in condizioni ambientali tanto difficili questo fa la sicuramente la differenza. Tuttavia, proprio per questo, avrebbe dovuto anticipare i cambi, magari facendoli contemporaneamente, visto che la manovra gli aveva dato ragione contro la Samp. Tra la mascherina e l’umidità, perde lucidità pure lui.

(Il Faro online)