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Sparatoria a Ostia, sette condanne al clan Spada

Ad Ottavio Spada, detto "Marco", è stata comminata una pena di 8 anni con l’accusa di accusato di tentato omicidio

Ostia –  Fu una vera e propria notte di terrore quella vissuta il 15 luglio del 2015 ad Ostia, con le urla “non sparare” che riecheggiavano tra le vie del litorale romano. Al termine di un regolamento di conti tra fazioni rivali il bilancio parlava di due pregiudicati della zona, tra cui Marco Esposito detto ’Barboncinò, finiti in prognosi riservata, colpiti alla giugulare e ai polmoni.

Un terzo, Ottavio Spada allora ventiduenne, venne ferito ad una gamba da un proiettile. Uno dei fatti di sangue che ha segnato il recente passato del litorale romano, ormai da una decina di anni al centro di indagini per le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia del territorio. Come testimonia il riconoscimento dell’aggravante mafiosa da parte della Cassazione in procedimenti a carico di esponenti dei clan Fasciani e Spada.

Per quella serata di sangue oggi la prima corte d’assise di Roma ha distribuito condanne per 20 anni di carcere a carico di 7 esponenti del clan Spada. Ad Ottavio Spada, detto “Marco”, è stata comminata una pena di 8 anni con l’accusa di accusato di tentato omicidio.

Condannato anche Carmine, detto ’Romolettò, considerato dagli inquirenti il leader del clan Spada, per il quale i giudici hanno disposto 3 anni di reclusione. Tra i testimoni oculari della vicenda la giornalista Federica Angeli, che denunciò agli inquirenti quanto aveva visto e da allora ha ricevuto numerose minacce e vive sotto scorta.

La rissa all’origine del procedimento giudiziario scoppiò attorno all’una di notte tra due gruppi, probabilmente per regolare i conti di una lite avvenuta qualche minuto prima. Dopo una prima lite, il giovane Spada si sarebbe recato di fronte ad una sala di videopoker e slot machine di Ostia per rintracciare due uomini. Qui è avvenuto il secondo scontro, con la sparatoria e le coltellate. (fonte Agi)