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Inceneritore a Tarquinia, Ghirga: “Bloccate l’iter autorizzativo”

Il Dr Ghirga spiega le conseguenze di un' eventuale autorizzazione dell'inceneritore dei rifiuti

Tarquinia – “In un momento di tale sofferenza, paura, indecisione e speranza, non si può non parlare del rapporto tra inquinamento dell’aria (anche da incenerimento dei rifiuti) ed infezione da SARS-CoV-2“. Lo dichiara il Dr. Giovanni Ghirga, Isde Civitavecchia, alla Audizione per la Conferenza dei Servizi sull’inceneritore di rifiuti proposto a Tarquinia dalla Società A2A, tenutasi Il 30 giugno 2020.

“Uno studio effettuato dal Department of Biostatistics, Harvard T.H. Chan School of Public Health, Boston, MA, USA, – spiega il Dottore – pubblicato nello scorso aprile, ha dimostrato che ad ogni aumento del PM2.5 di 1 mg / m3 di aria è associato un aumento dell’8% del tasso di mortalità per COVID-19. Non si dovrebbe dunque in alcun modo proseguire in questo iter autorizzativo per rispetto di fronte alle decine di migliaia di persone decedute per coronavirus”.

Tante le problematicità causate dall’inquinamento dell’aria: “Il danno secondario alle emissioni provenienti anche dalla combustione dei rifiuti, – prosegue il Dottor Ghirga – in relazione al cancro che potrebbe essere causato dalla esposizione alle polveri fini e  in relazione all’insorgenza di disturbi del neurosviluppo, quali la sindrome dello spettro autistico, in seguito alla esposizione al mercurio, al piombo, alle diossine ed altri elementi e sostanze tossiche, è una criticità che comporta anche una pesante spesa economica per la società di circa 2 milioni di euro a paziente. A questo si aggiunge il danno (parziale) ormai accertato, soprattutto alla salute pubblica ma anche all’ambiente, di circa 21 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciata“.

“Bisogna tenere presente – sottolinea il Dottore – la recente consapevolezza da parte della Danimarca, in seguito agli alti livelli di cancro e di disturbi del neurosviluppo nella stessa nazione, sfociata nella dichiarazione da parte di rappresentanti del governo di ridurre la combustione dei rifiuti.
Inoltre, i recentissimi risultati di uno studio (Xiao, Science Advances, 2020) che ha coinvolto oltre 68 milioni di persone con più di 65 anni, hanno confermato il rapporto tra mortalità prematura e polveri fini PM2.5“.

“Si chiede  alla Regione Lazio, – conclude Ghirga – nel caso sfortunato che sia autorizzata la costruzione dell’inceneritore di rifiuti in oggetto, se esista già un progetto di finaziamento regionale che abbia come fine un rimborso economico milionario dovuto alle persone colpite nel loro stato di salute dagli inquinanti emessi dall’incenerimento dei rifiuti”.
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