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Fondo Covid, a Formia scoppia la polemica sull’utilizzo delle risorse

Fa discutere l'abbandono della commissione bilancio da parte del consigliere di minoranza Conte

Formia – A Formia è di nuovo polemica sull’utilizzo del fondo Covid, istituito per aiutare le attività economiche nella ripreso post-lockdown. Nel mirino, questa volta, ci sono finiti il consigliere di minoranza Gianfranco Conte da una parte, e il presidente della commissione Bilancio, Christian Lombardi, dall’altra.

“Pacta sunt servanda!” Ha commentato così, sui suoi canali social, il consigliere Conte, la commissione bilancio, che ha poi abbandonato, in cui si stava discutendo dell’utilizzo del fondo.  “Il fondo di circa 600mila euro – ha sottolineato – doveva essere utilizzato per il ristoro e il rilancio delle attività produttive, ma la maggioranza intende procedere diversamente“.

Diversamente? Ma in che modo esattamente? Il consigliere Conte conclude spiegano: “La maggioranza vuole spalmare le risorse sui capitoli che avevamo azzerato proprio per venire incontro alle  certe difficoltà del settore produttivo! Siano seri e mantengano gli impegni presi!”

La replica del Presidente della Commissione bilancio

Un commento, quello del consigliere Conte, che, però, non è passato inosservato. “Mi corre l’obbligo – ha sottolineato il presidente della commissione bilancio Christian Lombardi – di replicare ad alcune affermazioni che sono state formulate a margine della Commissione Bilancio tenutasi ieri.

Cogliendo l’invito formulato da qualche consigliere di minoranza, infatti, ho inteso, di concerto con la maggioranza, discutere unitamente alle minoranze del cosiddetto “Fondo Covid” e della sua destinazione. La comunicazione della tenuta di tale Commissione, come mio solito, è stata estesa a tutti i capigruppo, in guisa che ci fosse la massima partecipazione. Così non è stato, ma non è un problema“.

Ma qual è il punto? È lo stesso consigliere di maggioranza, nonché presidente della Commissione bilancio a spiegarlo: “Ho personalmente specificato che volevamo condividere alcune linee di massima e raccogliere idee per la “ripartenza” della città, precisando che non si riteneva di dover attingere a tutto il fondo, ma solo ad una minor parte, non solo perché potrebbero esserci nuovi interventi dello Stato, ma soprattutto perché potrebbe esserci la necessità di attingere al fondo verso settembre/ottobre, magari in vista del nuovo anno scolastico laddove per uno, speriamo di no, ritorno del virus”.

Insomma, come si era già capito, il nocciolo della questione riguarda soprattutto la destinazione del fondo, e, in parte, anche la tempistica (la maggioranza vorrebbe, come sottolineato da Lombardi, attendere, almeno in parte, almeno fino all’autunno). E, infatti, il Presidente della commissione prosegue: “Una parte della minoranza ha eccepito che “il fondo doveva essere utilizzato per il ristoro e il rilancio delle attività produttive” o anche “per aiutare famiglie in difficoltà e attività economiche al collasso non per rimpinguare capitoli per “eventi””. Ma il fondo Covid è stato creato azzerando alcuni capitoli, allorché si era in piena pandemia e deve servire per tre direttrici: ripianare eventuali minor entrate, ausilio alle situazioni di difficoltà e ripartenza”.

E ancora: “Sotto il profilo della “ripartenza” si può avere un idea differente di come ripartire e a questo serviva questa commissione. Purtroppo se, forse proprio in questo momento, ripartenza può significare anche presentare una città viva, decorosa, invitante e accogliente; se proprio in questo momento la città deve fornire un momento di leggerezza dopo tanta sofferenza e, nel rispetto del distanziamento sociale, una città che sappia accogliere il cittadino come il turista.

Per questo, di tutto si ha bisogno fuorché di una sterile e scontata opposizione. Quindi, mal comprendo la volontà di cavalcare il dolore quotidiano, additando questa maggioranza che, secondo alcuni, non considererebbe le necessità della città“.

Insomma, ripartenza, per la maggioranza, anche se detto con parole velate, significava tornare a scommettere sul turismo, rimpinguando il capitolo dedicato alle manifestazioni, ma, questa idea non ha incontrato il favore del consigliere Conte. Per questo, Lombardi conclude: “In un momento in cui sarebbe stato auspicabile un contributo partecipativo su alcune idee esposte dal Vicesindaco e dall’assessore al Turismo piuttosto che un dito puntato; in un momento in cui sarebbe auspicabile si portassero argomenti piuttosto che invettive preconfezionate e sterili, si è persa un’altra occasione per dimostrarsi vicino alla città e alla cittadinanza per mero tornaconto. Come se porre ostacoli possa portare frutti alla città“.

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