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Minturno, ruspa e trivella al lavoro tra bagnanti e turisti: caos in spiaggia

Cingolati all'opera per recitare un’area da destinare alle tartarughe. Poi l'intervento dei carabinieri che hanno fermato i mezzi

Minturno – Una trivella e una ruspa stamattina poco dopo le 12.30 hanno camminato lungo il bagnasciuga spostandosi dal chiosco della Vittoria per raggiungere monte d’Argento a Marina di Minturno scortati da due vigili urbani. Se non fosse stato assurdo sarebbe potuto sembrare esilarante.

Raggiunta la destinazione, la spiaggetta dietro monte d’Argento, i mezzi hanno iniziato a lavorare. Dovevano realizzare dei buchi per allestire una transenna utile a delimitare un’area da destinare alle tartarughe. Il tutto non tenendo conto che i bagnanti si trovavano a pochi metri dai cingolati. Gente che da quarant’anni ha scelto quella piccola fetta di spiaggia per trascorrere le giornate estive.

Contemporaneamente, una donna asmatica ha anche accusato un malore. Il marito ha chiesto l’intervento dei carabinieri, mentre altri turisti si sono piazzati vicino ai mezzi cingolati per impedire la prosecuzione delle attività. E’ stato il panico. Almeno fino a quando non sono arrivati gli uomini dell’Arma che prontamente hanno fermato i lavori. La donna nel frattempo è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 per problemi respiratori.

Sembra proprio che al momento l’intervento che doveva destinare quella piccola spiaggia alle tartarughe non si farà. Resta comunque singolare come si sia scelto questo periodo per procedere a operazioni che inevitabilmente coinvolgono anche la balneazione. La gente amareggiata ha evidenziato: “Se si chiude quell’arenile chi garantisce la pulizia? Chi il servizio di salvamento?”.

Attualmente in tutti e due i casi è il gestore della spiaggia libera che si occupa dei salvataggi e di ripulire l’area da bottiglie, bicchieri, preservativi e tutto ciò che viene abbandonato durante le serate estive da gente in cerca di un luogo appartato. “Il rischio – hanno concluso i bagnanti – è che quest’area diventi una discarica”.