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Tutela dei poliziotti, Chianese: “Ministro ci ascolti da vivi, non da morti”

Appello del segretario generale del sindacato Polizia Equilibrio e Sicurezza a Lamorgese. Tirrito (Cogi): “Il Governo pensi ai poliziotti che prestano servizio in strada”

Non toccate le norme a tutela dei poliziotti. Siete ancora in tempo per ascoltarci”. Questo l’appello che Vincenzo Chianese, segretario generale del sindacato Polizia Equilibrio e Sicurezza, rivolge al Ministro dell’Interno Lamorgese, durante la puntata Edizione Speciale andata in diretta su ilfaroonline.it (guarda l’intera trasmissione).

Ed è proprio l’equilibrio, la parola chiave uscita fuori dalla trasmissione, usata per definire il ruolo del poliziotto. “La Polizia di Stato – sostiene Chianese – esercita le sue funzioni al servizio dei cittadini e delle istituzioni. Il nostro è un lavoro rischioso e nel periodo anti – Covid abbiamo dovuto fare anche i conti con il rischio di contagio”. Sono minime, infatti, le possibilità di mantenere le distanze di sicurezza durante un arresto o una perquisizione. Il maggior rischio, sia di contagio che di aggressione, è corso dai poliziotti che prestano il loro servizio in strada. Perché continuano ad esserci stipendi ridotti, tagli al personale e poche tutele giuridiche per chi rischia la propria vita per la sicurezza di tutti?

Restano molti i casi in cui gli agenti sono dovuti ricorrere ad un avvocato per tutelare i propri diritti: “Un fatto non deve mai essere decontestualizzato – spiega Maricetta Tirrito, portavoce del Comitato Collaboratori di Giustizia (Cogi), ospite della puntata – ma analizzato all’interno del suo contesto, prima di decretare sentenze. Continua a mancare una tutela a 360 gradi del poliziotto: solo nel 2019, sono state registrate 2672 aggressioni agli agenti su strada, di cui il 15% svolte con armi proprie e la maggior parte da stranieri. Su questo e sulla politica degli ingressi in Italia, va fatta una seria riflessione

Vincenzo Chianese

Maricetta Tirrito

“Abbiamo diritto alla presunzione d’innocenza – continua il Segretario Generale –. Il ministro Lamorgese deve ascoltarci ora che siamo ancora in vita, non da morti: non deve mettere le mani sui limiti di legge che ci tutelano giuridicamente. I poliziotti hanno bisogno di tutele perché sono organismi fatti di cellule e l’organismo umano può sbagliare”.

Compito del Governo – continua la Tirrito – è quello di fornire strumenti e supporti agli agenti di polizia. Quando la tutela manca, significa che c’è qualcosa che non va nei collegamenti che uniscono i governi e le istituzioni, soprattutto con gli agenti che prestano servizio in strada”.

La tutela fisica e giuridica della Polizia, infatti, presenta ancora molti ritardi: “Avremmo bisogno del teaser, – sottolinea Chianese – uno strumento indispensabile che permette di limitare i rischi. Non va usato a cuor leggero, ma permette di salvare l’incolumità degli altri e del poliziotto stesso, senza mettere a repentaglio la vita di chi commette il crimine”.

“Nonostante le poche tutele e i tanti rischi, – conclude il Segretario Generale – la nostra divisa rappresenta lo Stato stesso e questo resterà sempre il nostro motto: esserci sempre al servizio della comunità”.