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Roma, arrestato agente immobiliare con l’hobby dell’usura

Roma – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R. hanno arrestato nella flagranza di reato per usura un agente immobiliare romano, dopo essere stato fermato mentre riceveva la somma contante di 800 euro da un imprenditore, già titolare di alcuni punti vendita di generi alimentari, che stava pagando parte di un prestito concessogli con interessi ben oltre la soglia di legge. L’operazione di polizia giudiziaria è stata compiuta nell’ambito di indagini diretta da Pubblico Ministero del pool della Procura di Roma – Reati contro il Patrimonio, coordinato dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti.

L’attività investigativa è stata avviata lo scorso maggio, a seguito delle dichiarazioni rese ai Carabinieri della Stazione Roma – Villa Bonelli dall’imprenditore, disperato per non riuscire più a far fronte ad alcuni prestiti concessigli a tassi usurari.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la vittima, trovandosi in difficoltà economica per l’attività imprenditoriale, aveva ricevuto dal 2007, in più trance, due prestiti “a fermo” della somma complessiva di 55.000 euro con un tasso usuraio dapprima del 10% e poi ridotto al 5% da corrispondere mensilmente, per il quale aveva già versato circa 250.000 euro come interessi maturati nel corso del tempo, temendo di subire ripercussioni fisiche in caso di mancato pagamento.

La vittima, non avendo percepito redditi negli ultimi mesi causa delle limitazioni imposte sulla circolazione per il contenimento dell’emergenza epidemiologica del Covid-19, aveva cercato di rinviare l’ennesimo appuntamento con il creditore implorandogli una dilazione del pagamento degli interessi. Tale richiesta provocava il risentimento dell’usuraio che pretendeva la riscossione della quota di interessi e quindi obbligava l’uomo ad incontrarlo per consegnargli il denaro. Dopo l’arresto, i militari hanno eseguito la perquisizione dell’abitazione dell’agente immobiliare, a seguito della quale sono stati sequestrati 65.000 euro in contanti, libretti di assegni bancari, telefoni cellulari e 2 orologi pregiati, oltre a vario materiale contabile ritenuto collegato all’attività usuraria.

A seguito della convalida dell’arresto, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale Capitolino ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, alla luce dei gravi reati contestati e delle conseguenze derivanti dal comportamento usurario tenuto.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
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