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Fondi, roulotte trasformata in supermarket della droga: in manette pusher 54enne

Nella struttura in ferro e plastica venivano rinvenute anche 65 cartucce da caccia, di vario calibro, di cui una a palla singola, calibro 410 ed una a pallettoni, calibro 20, nonché un bossolo calibro 8

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Fondi – Nel corso della nottata odierna, i poliziotti del Commissariato di Fondi hanno tratto in arresto un uomo, classe 1966, per spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli agenti del Commissariato, impegnati in attenti servizi di contrasto al fenomeno dello spaccio di droga, hanno notato un andirivieni di tossicodipendenti da una roulotte adibita ad abitazione in una strada di campagna nei dintorni della cittadina della piana fondana. I poliziotti, sono quindi intervenuti risolutamente, bloccando le diverse persone presenti in quel momento all’interno della baracca.

Nella roulotte, dimora di un noto pregiudicato vecchia conoscenza dei poliziotti per reati in materia di droga, diventato vero e proprio supermarket della droga, vi erano altre cinque persone tutte tossicodipendenti. Gli agenti con l’ausilio di una unità cinofila hanno proceduto ad una meticolosa perquisizione degli stessi, poi estesa anche alla roulotte e alla struttura di lamiera attigua.

L’esito della perquisizione ha consentito di rinvenire droga del tipo cocaina, divisa in due confezioni dal peso rispettivamente di 1.37 e 4.56 grammi, nonché tutto il materiale necessario alla pesatura e al confezionamento delle singole dosi di stupefacente per la vendita al dettaglio.

Nella struttura in ferro e plastica venivano rinvenute anche 65 cartucce da caccia, di vario calibro, di cui una a palla singola, calibro 410 ed una a pallettoni, calibro 20, nonché un bossolo calibro 8.

L’uomo è stato quindi tratto in arresto come disposto dal P.M. di turno in ordine ai reati di spaccio di sostanze stupefacenti e dopo la convalida che si è svolta nella mattinata odierna, ne è stata disposta la custodia in carcere.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
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