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Rifiuti sulle spiagge di Fondi, ecco quali sono i più diffusi secondo Legambiente

Marcoccia: "I dati raccolti saranno poi sottoposti ad un’elaborazione di Legambiente nazionale presentata, a breve, in un rapporto nazionale"

Fondi – Rifiuti sulle spiagge di Fondi: il circolo intercomunale di Legambiente “Luigi Di Biasio” ha preso parte al monitoraggio, svolto a livello nazionale dall’associazione ambientalista, per cercare di capire quali sono i più diffusi e perché. 

Il progetto, denominato “Beach litter”, nello specifico si propone prendere in analisi una spiaggia (nel caso particolare di Fondi, è stata presa in considerazione quella di Capratica), lunga 100 metri, e i rifiuti in esso contenuta,  dalla battigia alla fine della spiaggia, prima della duna.

 Nell’analisi, però, sono stati presi in considerazione soltanto i rifiuti rinvenuti sulla superficie della spiaggia e che avessero una dimensione maggiore di 2,5 centimetri. Tali oggetti sono stati contati, catalogati e digitalizzati dai volontari del circolo secondo un protocollo scientifico riconosciuto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, a cui ogni anno vengono inviati i dati dell’indagine.

“Tutti i dati raccolti – ha spiegato la presidente, Paola Marcocciasaranno successivamente sottoposti ad un’elaborazione di Legambiente nazionale presentata, a breve, in un rapporto nazionale. “Analizzando la tipologia e la quantità dei rifiuti spiaggiati si comprende meglio il problema dei rifiuti – ha proseguito la Marcoccia – e permette di accendere i riflettori sulla loro scorretta gestione a monte.

La principale causa dell’elevata e drammatica presenza dei rifiuti in mare e di quelli spiaggiati risiede nelle attività condotte sulla terra ed è proprio da qui che dobbiamo partire, sollecitando serie politiche di prevenzione, accompagnate da una virtuosa raccolta differenziata e dal miglioramento della depurazione”.

Ma quali sono i rifiuti trovati più di frequente sul litorale di Fondi? “Sul podio – sottolineano da Legambiente – dei rifiuti trovati nel tratto monitorato a Capratica ci sono i frammenti di plastiche, ovvero i residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione, come anelli e tappi di plastica, cotton fioc.

Questi rifiuti hanno impatti su tartarughe, mammiferi marini e uccelli, in quanto possono intrappolare, ferire o essere ingeriti. Il problema aggiuntivo, di enorme portata, è che i rifiuti non scompaiono ma, ad opera degli agenti atmosferici, si frammentano in rifiuti sempre più piccoli difficili da rimuovere, le cosiddette microplastiche. Così trasformati – conclude la nota – i rifiuti hanno via facile anche per entrare nella catena alimentare ed esserci restituiti nel piatto”.

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