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Bernocchi, il M5S: “Basta usi impropri del Centro anziani: è il Comune a pagare le bollette”

Il X Municipio annulla una risoluzione di 21 anni fa nella quale erano affidati in modo diretto alcuni locali del Centro Anziani impiegati impropriamente per i quali il Comune di Roma paga bollette spesso esorbitanti

Casal Bernocchi – Colpo di scena sui locali impiegati da oltre venti anni da un’associazione e dal Comitato di quartiere di fianco al Centro anziani. Il X Municipio ha scoperto che nel 1999 l’assegnazione degli spazi venne effettuata senza bando di evidenza pubblica e, soprattutto, che per tutto questo tempo le utenze sono state a carico delle casse comunali.

Il spazio in questione è lo spazio attiguo al Centro anziani di piazza San Pier Damiani. E dopo l’annullamento dell’affidamento, che prelude allo sgombero, sono esplose le reazioni da parte degli occupanti. In questa nota il Capogruppo M5S del Municipio Roma X,  Antonino Di Giovanni, e il Presidente della Commissione Politiche Sociali,  Alessandro Nasetti, mettono in chiaro l’illegittimità di quella situazione.

In questi giorni, abbiamo notato una levata di scudi e attacchi ingiustificati all’amministrazione, sulla vicenda dell’annullamento della risoluzione n.47 del 12/5/1999 che autorizzava “impropriamente” l’utilizzo dei locali di San Pier Damiani, per una seria di attività tra cui l’utilizzo di alcune stanze del centro anziani, da parte di alcune associazioni, tra cui La talpa e il Comitato di Quartiere.

Allora, mettiamo in chiaro subito, che una risoluzione di Consiglio non assegna i locali del municipio, bensì, dà un indirizzo politico a cui deve seguire una delibera di Consiglio, con linee guida per una manifestazione di interesse o un bando, al fine di dare a tutti la possibilità di partecipare. L’amministrazione in questi casi, deve tutelare la partecipazione democratica di tutti: Associazioni e comitati, pertanto, non può con un semplice atto di consiglio assegnare locali, oltretutto senza alcuna “scadenza temporale”  ed in maniera diretta.

Sarebbe troppo semplice ed illegale, se dotata di una maggioranza, un’amministrazione favorisse questo o quello in maniera diretta senza garantire a tutti le stesse opportunità.

Pertanto, l’amministrazione, oggi a guida pentastellata, al quale l’elettorato ha chiesto a chiare lettere (e soprattutto dopo una fallimentare precedente gestione, che ha portato anche al commissariamento del Municipio), una svolta, che portasse all’eliminazione di qualsiasi forma di illegalità e di privilegio, che non garantisca trasparenza e correttezza degli atti amministrativi sul nostro territorio.

Con questo obiettivo, infatti, si è giunti attraverso un atto di consiglio ed una determina Dirigenziale ad abolire la risoluzione del 1999, che non aveva all’epoca garantito la partecipazione di tutti e, soprattutto, si è voluto mettere fine all’utilizzo ingiustificato di locali a scopo di lucro, che hanno prodotto a carico del Municipio e di conseguenza a carico di tutta la collettività, tutte le spese di gestione: come ad esempio, il consumo di corrente elettrica e le spese di manutenzione”.

Auspichiamo – concludono Di Giovanni e Nassetti – che la cittadinanza chiamata ad una raccolta firme, rifletta sulle dinamiche fin qui in narrazione, in quanto dubito fortemente che ci sia la volontà da parte dei cittadini di apporre la propria firma, a sostegno di una situazione di privilegio e di illiceità con lo scopo di mantenere lo “status quo” di una situazione non consona a quelli che sono i principi della buna amministrazione. Speriamo infine, che non si alimentino false notizie, al solo scopo di mantenere una situazione di siffatta e palese violazione delle norme amministrative, che imporranno a questa amministrazione, ad avvalersi di tutti gli strumenti di natura legale, per ristabilire il principio di democrazia all’interno del Centro Anziani di Casal Bernocchi”.

Il Comitato di quartiere, infatti, ha avviato una raccolta firme per difendere l’assegnazione. L’appuntamento è per martedì 7 luglio in Piazza San Pier Damiani dalle 17 alle 20.