Seguici su

Cerca nel sito

Roma vs Parma, le pagelle de il Faro online, la Roma in ripresa?

Il paventato stato confusionale del Mister forse sta per concludersi. Sperimentare cose nuove - Bruno Peres alto e Brian Cristante difensore in una difesa a tre - a prescindere dall'esito degli esperimenti denota buon sale pallonaro in zucca, e di questo ogni tifoso non può che esserne contento. Per la prossima partita, viste le assenze per squalifica ed indisponibilità, il Mister dovrà tirar fuori un nuovo coniglio dal cilindro, specie per la zona della trequarti offensiva.

di Romina Pennisi  (foto di Roberto Tedeschi) 

Roma. Riprende in modo lento, molto lento, un’apparente processo di ripresa, specialmente psico-fisica. Squadra finalmente reattiva, a partire da un buon atteggiamento mentale subito dopo aver subito un discusso rigore concesso in modo decisamente generoso. Buona pressione nel primo tempo ma troppi errori di conclusione. Continua però lo stato di sofferenza contro le squadre che parcheggiano il pullman davanti la loro porta, mettendo in crisi la manovra giallorossa ancora troppo lenta e raramente capace di verticalizzare. Positivo il tanto auspicato esperimento di posizionare Bruno Peres venti metri più avanti, mentre rivedibile l’altro esperimento di Cristante retrocesso sulla linea difensiva. Poteva finire tanto a poco per la Roma ma almeno i viatico dei ritrovati tre punti consentirà di preparare con più serenità la prossima sfida col Brescia, contro la quale mancheranno Cristante e Mkhitaryan.

Pau Lopez, 6 – Ancora non ha potuto scaldare i muscoli quando Kucka, dal dischetto del rigore, lo spiazza portando subito in vantaggio i gialloblu. Per il resto della partita non si vedono pericoli dalle sue parti. Inoperoso.

Gianluca Mancini, 6,5 – Il più affidabile in difesa, non fa sentire l’assenza di Smalling. Si ingolosisce tutte le volte che gli capita l’occasione di proiettarsi in avanti, tanto che al 54’ prova una bordata quasi da centrocampo. Al 73’ va scomposto con il gomito largo a contrastare l’avversario e rischia di provocare il patatrac, ma per fortuna Fabbri, dopo aver visto il replay al VAR, non concede il secondo rigore. Nel secondo tempo, si sgancia più spesso dalla difesa, ma non dimentica di chiudere caparbiamente su Kulusevski a dieci minuti dalla fine. Ritrovato.

Brian Cristante, 5 – Schierato in un ruolo non suo, nella difesa a tre, paga la novità. Infatti alla prima proiezione offensiva del Parma si trova a inseguire in area Cornelius, finendo per provocare il rigore. Ammonito, salterà la trasferta a Brescia. L’errore lo condiziona e così ne commette diversi altri, soprattutto negli appoggi. Al 38’ tira di collo pieno da 30 metri e trova la deviazione di Hernani. Poco prima del gol del pareggio romanista, frena il contropiede di Kucka, poi nella seconda frazione di gioco sparisce. Comunque volenteroso.

Roger Ibañez, 5,5 – Alla mezz’ora si segnala per una preziosa copertura sul contropiede del Parma, perché costringe Cornelius a frenare e così disinnesca il pericolo. In apertura di secondo tempo, su cross di Veretout salta bene di testa, ma non riesce ad angolare e la mette fuori. Al 63’ blocca il nuovo entrato di belle speranze Karamoh. Ingenuamente si fa ammonire al 95’ per fallo a centrocampo. Sta crescendo.

Bruno Peres, 6,5 – Inizia proponendosi costantemente in attacco, anche se con scarsi risultati. Al 15’ tira di punta sul primo palo senza forza, ma Sepe para, seppure con qualche affanno. Al 22’ il suo cross lento e impreciso arriva nell’unico punto dell’area avversaria non coperta da maglie romaniste. Si ripete al 26’, quando non riesce a sfruttare bene il cross di Spinazzola, e al 32’, quando il lancio per Dzeko è troppo morbido e arretrato. Sembra invece trovare la misura dopo la mezz’ora: prima conquista un corner con un tiro da lontano, poi al 43’, dopo aver vinto un contrasto con Pezzella, mette bene la palla rasoterra per Mkhitaryan che centra la porta. Al 48’ è ammonito per una scivolata su Hernani sulla trequarti e al 66’ è sostituito da Kolarov. Si è impegnato.

Jordan Veretout, 7 – Finalmente una prestazione alla sua altezza. Dialoga con Mkhitaryan e Pellegrini, gioca di sponda con Dzeko, copre tutte le zone del campo, a parte le fasce, difende bene palla con il corpo. Al 57’ si fa trovare pronto sull’assist di Mkhitaryan: mentre riceve la palla, già carica il tiro e così ne viene fuori una bordata che regala alla Roma il sorpasso e la vittoria finale. Forte come un toro.

Amadou Diawara, 5 – Messo davanti alla difesa da Fonseca, in un ruolo in cui una volta brillava, non combina troppi guai, anche se al 65’ rischia di regalare di nuovo il contropiede agli avversari. Sostituito da Villar a pochi minuti dalla fine. Non incide, né in positivo né in negativo.

Leonardo Spinazzola, 6,5 – Si impegna parecchio in fase offensiva, per recuperare il risultato e anche dopo. Al 26’ crossa in modo invitante per Peres, ma l’inzuccata del brasiliano è fuori misura. Sfida a duello sulla fascia sinistra Darmian con alterni risultati. Al 59’ sterza sullo spigolo alto dell’area del Parma, favorito dal taglio di Mkhitaryan che gli pulisce la strada, ma la sua palla sbatte su un difensore e viene deviata in calcio d’angolo. Dopo l’ingresso di Kolarov, si sposta sulla fascia destra. Al 71’ prova il tiro al volo su cross morbido di Kolarov, ma svirgola. Poliedrico.

Henrix Mkhitaryan, 7 – Con scatti e progressioni, sale in cattedra già dai primi minuti. Al 34’ è incaricato di finalizzare uno schema interessante, che coinvolge più compagni di squadra, tutti intervenuti grazie a tocchi di prima, ma la palla va fuori. Al 43’ devia al volo il preciso assist di Peres e con tiro secco e improvviso segna il gol del pareggio, piegando le mani a Sepe. Al 50’ ci riprova, dopo lo scambio con Pellegrini: il tiro centrale ma non forte stavolta è deviato dal portiere del Parma. Con una grande accelerazione, innesca bene la bomba di Veretout, che trova il varco tra palo e portiere. È ammonito per un fallo da dietro a centrocampo ai danni di Kulusevski. Diffidato, salterà anche lui la trasferta di Brescia. All’88’ va in panchina, sostituito da Zaniolo. Prolifico.

Lorenzo Pellegrini, 6,5 – Finalmente una prova positiva. All’11’ prova a trovare Dzeko in area, che però è anticipato da Darmian. Al 17’ il suo tiro da fuori, angolato ma non forte, colpisce la base del palo più lontano. Al 23’ penetra come una freccia nell’area parmense ma non riesce a servire Dzeko e la palla rimbalza schizzando via. Tre minuti dopo, con un arioso cambio di gioco, apre sull’altra fascia per Spinazzola. Partecipa anche al gol del pareggio, perché con un velo intelligente fa arrivare la palla sui piedi di Mkhitaryan. Esce sostituito da Perez all’83’.

Edin Dzeko, 5 I compagni non lo trovano oppure gli passano la palla in ritardo e male. In ogni caso, non trova lo spazio per farsi vedere. Abulico (stasera).

Carles Perez SV – Entra all’83’ al posto di Pellegrini ma sbaglia molto. Ruba una bella palla ma per mettersela bene sul piede sinistro calibra male il successivo passaggio: peccato, c’erano i presupposti per il terzo gol.

Gonzalo Villar 5 – Rileva Diawara ormai a pochi minuti dalla fine. Spreca due occasioni solari per chiudere la partita: la prima gliela porge su un piatto d’argento Dzeko, che lo mette da solo davanti al portiere; la seconda chance la crea Zaniolo con un bel passaggio filtrante, però il catalano calcia addosso a Sepe dopo aver cercato invano di girargli intorno. Sarà stata l’emozione a tradirlo?

Aleksandar Kolarov SV – Entra al 66’ al posto di Peres e si riappropria della fascia di sua competenza. Non si nota.

Niccolò Zaniolo, 6 – Rileva Mkhitaryan all’88’. Il mister intende evidentemente dargli l’opportunità di accumulare minuti di gioco, ma anche se è lontanissimo dalla condizione migliore rischia perfino di segnare, però il suo sinistro è deviato in angolo da Darmian. Al 95’ danza sulla palla al limite dell’area e poi la scodella sui piedi di Villar, premiandone l’inserimento, ma il catalano spreca ancora. In crescita.

Paulo Fonseca, 6,5 – Le note di Ennio Morricone risuonano solenni nell’Olimpico vuoto e potrebbero sembrare un requiem per l’allenatore portoghese, in crisi di gioco e risultati, ma si vede che ha lavorato sulla testa dei ragazzi. Riesce così a frenare la caduta libera della sua squadra con una prestazione basata sul gioco e il predominio del campo. È costretto a inventarsi l’ennesima difesa inedita, dopo l’infortunio muscolare di Smalling e le prove insufficienti di Fazio, ma nonostante le avversità – a cominciare dal rigore che provoca lo svantaggio dopo soli 9’ – riesce a conquistare tre punti e agganciare il Napoli in classifica. Tignoso.

(Il Faro online)