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Passoscuro, dopo l’incidente estrae un coltello e sfregia l’altro automobilista: arrestato

Soltanto il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Locale ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente

Fiumicino – Sembrava tutto tranquillo ieri, intorno alle ore 16:30, mentre la pattuglia per il rilevamento dei sinistri stradali della Polizia Locale di Fiumicino procedeva ai consueti rilievi di un comune incidente senza feriti in via Santarelli, a Passoscuro.

“All’improvviso, apparentemente per un banale diverbio, la scena dell’incidente si è trasformata nel set di un film – racconta la vicecomandante della Polizia Locale Daniela Carola, che in quel momento coordinava gli agenti in campo -. Una delle due persone coinvolte, un 42enne ha improvvisamente estratto un coltello che teneva nella sua auto e lo ha usato per sfregiare l’altro automobilista, un uomo di anni 47. Colto completamente di sorpresa, l’uomo ferito non ha potuto fare niente per evitare il colpo”.

Soltanto il tempestivo intervento degli agenti della Polizia Locale, guidati dalla comandante Lucia Franchini, ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. “I nostri hanno subito ammanettato l’uomo – spiega Carola – mentre ancora agitava il coltello”.

Sul posto sono poi intervenuti i Carabinieri di Passoscuro che, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, hanno arrestato il responsabile dei fatti che oggi è sotto processo per direttissima.

Sono molto orgogliosa del lavoro delle donne e degli uomini della Polizia locale – dichiara la comandante Franchini -. In questi mesi particolarmente impegnativi sotto diversi punti di vista, stanno dimostrando una grande passione e dedizione al lavoro, anche correndo rischi non indifferenti”.

Voglio fare i miei complimenti alla nostra Polizia Locale – commenta il sindaco Montino – che ancora una volta dimostra grande professionalità e coraggio nell’affrontare situazioni anche particolarmente rischiose e nel garantire la sicurezza delle nostra cittadine e dei nostri cittadini“.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio
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