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Ardea, case abusive su terreni comunali: denunciate sei persone

La Polizia Locale ha bloccato le costruzioni abusive e sequestrato terreni per oltre 9000 metri quadrati

Ardea – Sei persone sono state denunciate perché ritenute responsabili dei reati di falso, truffa ai danni del Comune di Ardea, oltre che alle diverse violazioni alle norme urbanistiche.

A termine di un’indagine avviata già prima del lockdown, infatti, la Polizia Locale di via Laurentina ha sequestrato tre manufatti ed un terreno di quasi un ettaro frutto di una lottizzazione abusiva. Gli accertamenti della Polizia Locale e, poi, della Procura della Repubblica hanno svelato un meccanismo che prevedeva la lottizzazione, priva di qualsiasi autorizzazione, di un terreno agricolo sul quale il proprietario “abusivo” ha dato vita ad otto appartamenti destinati ad un Agriturismo del valore di circa 130mila euro ciascuno. Il terreno, posizionato in zona Colle Romito, è immerso in una vallata e in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici.

terreni sequestrati

Proseguendo sul territorio in accertamenti e verifiche, le donne e gli uomini in divisa della Locale di Ardea hanno scoperto false proprietà, acquisite con usucapioni irregolari che stavano portando alla costruzione di un intero complesso immobiliare in via Modena intersezione Via Pisa dove, sulla base di una compravendita tra privati, illecita poiché illegittimo il titolo di provenienza della proprietà, si stava giungendo alla vendita del terreno ad una società di costruzione sul territorio per la costruzione di 12 villini del valore di circa 250 mila euro ciascuno, con la realizzazione di una nuova zona residenziale: peccato, però, che il terreno fosse ancora del Comune di Ardea.

La cosa non è passata inosservata sia ai cittadini vicini, che al sindaco Mario Savarese che ha chiesto le verifiche al comandate della sua Polizia Locale, Sergio Ierace, ed al dirigente  dell’area tecnica, Emanuele Calcagni, i quali hanno posto in essere una serie di verifiche documentali a seguito delle quali si è giunto ad accertare il meccanismo illecito posto in essere da tre cittadini italiani, due uomini e una donna, che sono stati tutti deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Velletri.
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