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Brescia vs Roma, le pagelle de il Faro online, la Roma corre… e si vede

Finalmente e totalmente lucido Mister Paulo Fonseca. Altra prova offerta a Bruno Peres alto, molto ben riuscita. Altra opportunità offerta, con successo, a NIkola Kalinic, che si sblocca, e Dio solo lo sa quanto sarebbero importanti i suoi gol e le sua e prestazioni per meglio gestire Dzeko, un applauso a Mister anche per questo. Viste le assenze e come da noi sperato, veramente il Mister ha tirato fuori un nuovo coniglio dal cilindro... e la Roma ha vinto!

di Romina Pennisi  (foto AS ROMA Facebook official account) 

Brescia. Decisamente iniziato lo sperato processo di ripresa, psico-fisica e tattica. Partita sempre gestita con autorità. Buon giro palla, finalmente rapido. Squadra corta e lucida specialmente a centrocampo dove, pendendone possesso, ha potuto arginare con qualità sia per il tentativo di impostazione dalla difesa che nella trequarti d’attacco da parte delle Rondinelle. Continua il positivo utilizzo di  Bruno Peres venti metri più avanti, il più attivo assist man giallorosso. Il risultato poteva essere ancora più rotondo se nel tabellino non avessimo dovuto annotare ben due pali, di cui il più clamoroso ha visto come protagonista il bomber Edin Dzeko che, dopo aver dribblato il portiere avversario, a porta vuota non riesce ad angolare quel tanto per depositare la palla in rete per il quarto gol. Zaniolo è tornato, ha segnato un gran gol e tutto il popolo romanista esulta a questa notizia, ed è contento anche il CT della Nazionale Roberto Mancini.

Antonio Mirante, 6,5 – Per vedere qualcuno dalle sue parti deve aspettare il 25’, quando Bjarnason gli tira una palla centrale ma insidiosa, che lui riesce a bloccare a terra. Resta inoperoso addirittura fino al 78’, quando si guadagna la pagnotta sul tiro ravvicinato centrale ma potente di Torregrossa. Al 93’ si trova ancora al cospetto di Torregrossa ma riesce ad alzare la palla sopra la traversa. Comunque sempre pronto.

Gianluca Mancini, 6 – In una serata in cui non c’è molto da fare in difesa, anche se qualche rischio la Roma l’ha corso, si prende la libertà di andare in attacco: al 12’ intercetta di testa il corner di Pellegrini e rimette la palla al centro ma non trova compagni, mentre cinque minuti dopo rischia di farla grossa perché porta palla e la perde a centrocampo, concedendo la ripartenza al Brescia. Al 47’, su cross dalla destra di Spalek, effettua un buon recupero difensivo, prolungando di nuca la traiettoria della palla verso Diawara. Dall’81’ lo sostituisce Spinazzola. C’è ancora da lavorare.

Federico Fazio, 6 – Sufficienza solo per il gol. Gioca sul centrosinistra nella difesa a tre e non dà l’idea di tenere granché, considerato lo scarso tasso tecnico degli avversari. Infatti le cose migliori le fa nell’impostazione e finalizzazione del gioco: al 31’ con un lungo lancio a scavalcare la difesa trova il corridoio per Perez, che però manda fuori. Al 48’ addirittura sblocca il risultato: su un corner Chancelor e Zmrhal pasticciano facendo arrivare la palla all’argentino, che ha almeno il merito di tenerla bassa e di tirare forte e rasoterra di sinistro, poi Andrenacci ci mette il suo facendosi sfuggire la palla che supera la linea di porta. Al 78’ respinge di petto in area piazzando un assist per Torregrossa, ma Mirante rimedia. Quasi una statua di sale.

Roger Ibañez, 6,5 – L’allenatore lo schiera centrale al posto di Fazio e questa è una dimostrazione di fiducia che lui almeno all’inizio non sa ripagare, dato che già al 2’ minuto va a vuoto e lascia in campo aperto Torregrossa. Si ripete anche poco dopo, stavolta con la complicità di Fazio. Al 17’ si affaccia in attacco e, sull’angolo dalla sinistra di Pellegrini, svetta di testa da due passi ma manda alto. Poi inizia a prendere confidenza con il nuovo ruolo e al 26’ anticipa in area Torregrossa. Poco dopo si infortuna alla caviglia, per cercare di chiudere il buco lasciato da Peres. Al 53’ di nuovo si perde Torregrossa, ma per fortuna l’azione del Brescia è interrotta per fuorigioco, ma al 94’ fa ancora buona guardia sradicando la palla dai piedi dell’avversario. Cresce alla distanza.

Bruno Peres, 6,5 – Sostanzialmente svincolato da compiti difensivi (non si sa per indicazione del mister o se, più probabilmente, per propria iniziativa), svaria sulla fascia di sua competenza, l’unica da cui arrivano le occasioni più pericolose. All’8’ è già al terzo tentativo, quando finalmente alza il cross e trova la testa di Kalinic, che però spedisce alto. Al 15’, dopo essersi liberato di un paio di difensori, prova a imbeccare di nuovo il croato, che però non riesce a girarsi bene. Anche in apertura di ripresa si ripete lo stesso copione, con la Roma più pericolosa da destra: è lui infatti a conquistare il corner che porta al gol di Fazio. Al 73’ crossa di misura al centro dell’area, consentendo a Kalinic di esibirsi in rovesciata. Si sente ala (ma qualche volta dovrebbe tornare a dare una mano).

Jordan Veretout, 6,5 – Porta ordine, recupera palloni, fa salire la squadra con le sue accelerazioni. Al 4’ prova il suo tiro violento, rasoterra ma centrale, che è bloccato a terra in due tempi da Andrenacci. Al 7’ da corner prova a inventare una buona occasione per Ibañez, che però liscia l’intervento. Al 67’ è rilevato da Villar. Una sicurezza.

Amadou Diawara, 6 – Resta più basso rispetto a Veretout e stavolta non solo non commette errori marchiani ma è punto di riferimento nell’impostazione di gioco, consente alla squadra di ripartire con autorevolezza, prova a verticalizzare. Al 14’ va a cercare Pellegrini scavalcando la difesa, ma il passaggio è un po’ lungo. Al  30’, al termine di una bella azione corale tutta di prima, mette al centro per Kalinic, che però non riesce a impattare bene. Al 43’ il suo tiro da fuori rimbalza più volte a terra e non impensierisce Andrenacci, ma lascia intuire che stia recuperando fiducia. Piccoli cenni di risveglio.

Aleksandar Kolarov, 6 – Al contrario di Peres, lui non spinge e si limita a piccoli tocchi. Al 19’ mette la testa fuori con una prima galoppata, ma nessuno lo segue e l’azione si spegne. Cinque minuti dopo ci riprova con un cross che attraversa tutta l’area, ma non ci sono maglie giallorosse dall’altro lato. Al 38’ si incarica di battere la punizione e con un tiro a giro scavalca la difesa, anche se la traiettoria è prevedibile e infatti Andrenacci intuisce. Ha fatto il compitino.

Carles Perez, 6,5 – Al 31’ riesce a controllare il lungo lancio di Fazio, ma poi chiude troppo il sinistro in diagonale e non riesce a inquadrare la porta. Al 38’ conquista una punizione dal limite subendo fallo proprio fuori dall’area, mentre al 52’ il suo sinistro è murato da Papetti. È suo però l’assist preciso del raddoppio di Kalinic. Al 67’ lascia il posto a Perotti. La tecnica ce l’ha.

Lorenzo Pellegrini, 6,5 – Alla centesima presenza con la Roma, indossa la fascia di capitano, ma gioca rabbuiato in volto e non riesce a ritrovare la vena del bel gioco, tranne alcuni sprazzi. Al 12’ crossa bene per la testa di Mancini, che rimette la palla al centro dell’area ma non ci sono compagni ad aiutare. Al 20’ toglie caparbiamente la sfera dai piedi di Ndoj ma il suo cross scavalca al centro Kalinic e si perde sul secondo palo, dove nessun romanista ha seguito l’azione. Al 42’ la sua punizione dal limite si infrange sulla barriera. Tre minuti dopo il mancato controllo sul lunghissimo lancio dalla difesa gli impedisce di sfruttare l’occasione di trovarsi da solo davanti al portiere bresciano. Al 60’ saluta il match con una bella imbucata per Kalinic, che non controlla, poi viene rilevato da Zaniolo. Cento NON di queste partite…

Nikola Kalinic, 6,5 – Non merita più della sufficienza piena, anche se si è dato da fare molto più del solito, per le tante occasioni sprecate, che in un match più difficile sarebbero stati decisive. All’8’ su cross di Peres colpisce di testa ma alza sopra la traversa. Al 15’ la palla spiove in area, ma non riesce a girarla forte e così è intercettata dal difensore avversario. Al 30’ colpisce ancora male di testa e la sfera vola alta sopra la traversa. Al 62’ si fa rimbalzare sui piedi l’assist di Perez, ma la scarsa difesa bresciana gli concede la possibilità di recuperare e insaccare il gol del raddoppio. Al 73’ in rovesciata manda di poco a lato e poco dopo lascia il campo, sostituito da Dzeko. Almeno stavolta si è dato una scossa.

Gonzalo Villar 6 – Al 67’ rileva Veretout. All’83’ cerca la testa di Dzeko, ma il bosniaco non riesce a deviare verso la porta. Al 94’ perde palla a centrocampo causando la ripartenza del Brescia, perché per Calvarese non c‘è fallo. Può fare di meglio.

Niccolò Zaniolo, 6 – Entra al 67’ al posto di Pellegrini. La più bella notizia della giornata è il suo gol: al 74’ il suo guizzo è premiato da Perotti; lui carica il sinistro e per Andrenacci non c’è niente da fare, è 0-3. All’84’ dà un piccolo saggio delle sue progressioni devastanti, anche se sul breve, e rifornisce Dzeko che prende la traversa. He’s back.

Diego Perotti, 6 – Anche lui entra al 67’, per dare fiato a Perez, e mostra dinamismo e carattere. Al 74’ fa filtrare una bella palla per Zaniolo. All’81’ piazza un pallone interessante in area, dopo essersi liberato con un paio di dribbling, ma nessuno lo segue. All’86’ viene incredibilmente ammonito per perdita di tempo su una punizione che in realtà non doveva tirare lui. Al 91’ difende bene la palla usando entrambe i piedi con grande nonchalance. Più dinamico del solito.

Edin Dzeko, 6 Entra al 77’ al posto di Kalinic e già sette minuti scuote la traversa con un bel sinistro, su assist di Zaniolo. Al 91’ prova il tiro a giro, ma gli esce male. Subito dopo, innescato ancora una volta da Perotti, supera sulla corsa Papetti e salta Andrenacci, ma si defila troppo e calcia sul palo. Se così è stanco, come aveva detto il mister, fa ben sperare.

Leonardo Spinazzola, SV – Entra all’81’ al posto di Mancini. All’87’ propone una palla invitante per l’accorrente Zaniolo, mentre un minuto dopo chiude in difesa su Torregrossa.

Paulo Fonseca, 6,5 – La squadra sembra fare il minimo indispensabile per ottenere il massimo, cioè conquistare i tre punti che servono per consolidare il quinto posto in classifica, ma certo la caratura degli avversari, ormai con un piede in B, non consente di dormire sugli allori. È anche vero che si trova tutte le volte a rimescolare le carte con i giocatori che gli restano a disposizione, al netto di squalifiche, infortuni e scelte tecniche (a proposito, perché Lopez in panchina?). Sembra che il nuovo modulo abbia dato fiducia ai giocatori, tuttavia sarebbe bene stimolarli a seguire in più di uno o due il gioco offensivo. È uscito dallo stato confusionale… forse.

(Il Faro online)