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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Erdogan ritrasforma Santa Sofia in moschea, il Papa: “Molto addolorato”

All'Angelus il "dolore" del Pontefice per la decisione di riconsacrare all'Islam uno dei simboli del cristianesimo ortodosso

Città del Vaticano – Era atteso da giorni un pronunciamento ufficiale e oggi, 12 luglio 2020, Papa Francesco ha rotto il silenzio sulla decisione del governo guidato da Erdogan di trasformare la basilica ortodossa di Santa Sofia, uno dei luoghi simbolo di Istanbul e del cristianesimo ortodosso nuovamente in moschea.

“Il mare mi porta un po’ lontano col pensiero: a Istanbul. Penso a Santa Sofia, e sono molto addolorato“, dice Francesco salutando i tanti pellegrini che, con indosso le mascherine, affollano piazza San Pietro.

Il patriarca di Mosca Kirill: “Profonda preoccupazione”

Una minaccia per Hagia Sophia è una minaccia per l’intera civiltà cristiana e, quindi, per la nostra spiritualità e storia dal momento che rimane un grande santuario cristiano per ogni credente ortodosso russo”. E’ un passaggio della dichiarazione del patriarca di Mosca Kirill, pubblicata sul sito del Patriarcato, in cui esprime “profonda preoccupazione per le richieste di alcuni politici turchi di riconsiderare lo status museale di Hagia Sophia, uno dei più grandi monumenti della cultura cristiana”.

Il patriarca spiega l’importanza di questa chiesa per l’ortodossia e per la Chiesa russa: “Hagia Sophia è uno dei simboli devotamente venerati” di questa civiltà e la sua immagine ha dato forza e ispirazione ai nostri architetti del passato. Per questo ciò che potrebbe accadere a Hagia Sophia causerà un grande dolore al popolo russo”.

La solidarietà della comunità islamica

Siamo vicini al pensiero di Papa Francesco“. Così all’Adnkronos Zahoor Ahmad Zargar, presidente della Comunità islamica savonese, commentando le parole di Papa Francesco che si è detto addolorato per la conversione di Santa Sofia a moschea.

“Un’azione che non mi meraviglia, un atto di forza di coloro che detengono il potere con la forza – ha detto ancora Zargar – Credo che sarebbe dovuto rimanere tutto come era. Non c’è democrazia, non c’è rispetto per gli altri: bisogna dare voce a tutti e tutti abbiamo stessi diritti”.

(Il Faro online)