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Ardea, aggressione razzista all’atleta azzurra Beatrice Ion

Il genitore della giocatrice della nazionale è finito in ospedale, dopo essere stato picchiato mentre cercava di difendere la figlia

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Ardea – Insulti a sfondo razziale per Beatrice Ion, 23 anni, giocatrice della nazionale italiana di basket paralimpico e dell’Amicacci Giulianova. L’aggressione è avvenuta a Ardea, lo scorso giovedì, 9 luglio.

A raccontarla è la stessa atleta, dalla sua pagina Facebook: “Vivo in Italia da 16 anni, ho la cittadinanza italiana e ho fatto qui tutte le scuole. Sto continuando gli studi all’Università, gioco a basket in carrozzina con la nazionale italiana e mi considero in tutto e per tutto italiana. Eppure sono stata aggredita.

Mio papà è in ospedale probabilmente con uno zigomo rotto perché a detta loro siamo stranieri del ca**o che devono tornare al loro paese. Tralascio le offese che mi sono presa perché sono disabile”.

A scatenare la violenza il posto auto per disabili: l’aggressore infatti si è scagliato contro l’atleta che lo occupava legittimamente con l’auto.

“Io e mamma – racconta Beatrice – eravamo dentro e un tipo ci urlava di uscire. Papà stava tornando dalla sua consueta passeggiata e non è riuscito quasi a parlare, colpito da una testata e altro. Urlava anche davanti ai carabinieri: ho un curriculum criminale, a tua figlia handicappata la becco per strada e mi faccio fare un lavoretto… Sono stati davvero brutti momenti. E non mi dite che il razzismo in Italia non esiste.

L’ho vissuto oggi dopo 16 anni che vivo qui e fa molto male. A chi ci ha aggredito dico di vergognarsi, saremo anche stranieri ma abbiamo più dignità di loro e chi ha guardato tutto senza fare nulla si dovrebbe vergognare ancor di più”.

La solidarietà del mondo politico e sportivo

Voglio esprimere solidarietà e vicinanza a Beatrice Ion, atleta della nazionale italiana di basket in carrozzina, vittima insieme al padre, di una vergognosa aggressione fisica e verbale a sfondo razziale”.

È quanto dichiara il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli sul sito ufficiale del Cip: “Beatrice veste con orgoglio e impegno la maglia azzurra e vive nel nostro Paese da 16 anni. La sua denuncia fa rabbrividire. Agli insulti si sono aggiunte anche le offese riferite alla sua disabilità. È incredibile dover commentare ancora oggi simili episodi di odio, violenza e ignoranza. Queste circostanze devono far riflettere tutti, ancora una volta. Mi auguro siano individuati al più presto i responsabili di questo gesto ignobile che merita la ferma condanna di tutto il Paese. Questi individui dovrebbero svolgere per almeno un mese attività di volontariato in una società sportiva paralimpica. Una simile esperienza potrebbe insegnare loro il rispetto e la convivenza civile”, ha aggiunto Pancalli.

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora scrive sulla sua pagina Facebook: “Piena solidarietà alla giovane Beatrice Ion, vittima di una aggressione ripugnante. La ragazza di origini rumene è nella nazionale italiana di basket in carrozzina e, come lei stessa racconta, insieme alla sua famiglia è stata aggredita fisicamente e con insulti razzisti. Ora il padre ha uno zigomo rotto”.

La società sportiva Amicacci Giulianova di pallacanestro a cui appartiene Beatrice emana il comunicato seguente: “L’Amicacci Giulianova esprime tutta la propria indignazione e rabbia per il vile atto di razzismo di cui è stata vittima la propria atleta Beatrice Ion, aggredita nella giornata di ieri insieme a suo padre a Roma. Beatrice, che vive in Italia da 16 anni ed è nazionale azzurra, ha subito offese a sfondo razziale e discriminatorio mentre il padre è finito in ospedale per un colpo allo zigomo.

La società si unisce alla denuncia del vergognoso episodio e auspica che i colpevoli vengano presto individuati e assicurati alla giustizia. La lotta al razzismo resta al centro dei valori dell’Amicacci, da sempre impegnata per abbattere ogni forma di discriminazione. A Bea, da due anni in Abruzzo dove frequenta anche l’Università di Teramo, un abbraccio da tutta la famiglia Amicacci”.

Gravissimo l’episodio occorso a Beatrice Ion nazionalità italiana che ha reso onore allo sport azzurro in quanto atleta del basket in carrozzina allenata dal coach della nazionale Carlo Di Giusto – dichiara Maria Stella Maglio, moglie del Dott. Antonio Maglio, pioniere dello sport paralimpico in Italia e ideatore delle Paralimpiadi, a Il Faro onlinepersona perfettamente integrata grazie allo sport praticato presso la Fondazione S. Lucia già da quando aveva 11 anni innamorandosene e consentendole qualificate vittorie nella nazionale femminile – prosegue la Signora Maglio – bisogna ancora impegnarsi tanto per la cultura ancora troppo assente. Il mio pensiero per te Beatrice con tanto amore e rispetto, grazie per le prestigiose prestazioni sportive nel basket in carrozzina tanto amato dal prof.Antonio Maglio, onorando l’Italia quale cittadina Italiana”.

Solidarietà dell’Amministrazione del Comune di Ardea a Beatrice Ion

“L’Amministrazione del Comune di Ardea si stringe intorno all’atleta Beatrice Ion e al padre che, giovedì scorso, sono stati oggetto di una vergogna aggressione fisica e verbale a sfondo razziale.  E’ incredibile dover assistere ancora oggi ad episodi di violenza, razzismo ed odio che non rappresentano in nessun modo la nostra comunità e i valori di cui si fa portatrice”. Così in una nota stampa il Comune di Ardea.

“L’ Amministrazione prende le distanze da tale genere di comportamenti, da denunciare e isolare. Il Sindaco, il vice-sindaco Morris Orakian e tutta l’Amministrazione augurano una pronta guarigione per entrambi e che le autorità possano identificare i responsabili il prima possibile”.

Il Sindaco Mario Savarese dichiara: “Sono estremamente costernato per la vicenda ed esprimo il mio rincrescimento a nome della comunità di Ardea. Pertanto, ho invitato ufficialmente Beatrice ed il papà ad un incontro per poter testimoniare la nostra vicinanza alla famiglia e cercare di superare il dolore di questa vicenda”.

Mattia (Pd): “Episodio deplorevole. Vicinanza e solidarietà a Beatrice”

Esprimo totale vicinanza e sincera solidarietà alla giovane cestista Beatrice Ion, aggredita vicino alla sua casa di Ardea per futili motivi con insulti a sfondo razziale. Sono molto preoccupata del frequente verificarsi di episodi di questo genere, che condanno e stigmatizzo con fermezza e la mia speranza è che i colpevoli siano presto individuati“. Così, in una nota, Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione Pari Opportunità del Consiglio regionale del Lazio.

Non sarà certo questo a fermare l’ascesa della nostra promessa del basket in carrozzina – aggiunge Mattia – e, anzi, mi auguro che riesca a sfruttare anche questo vergognoso episodio per crescere ancora più forte e tenace. Noi tutti, nel contempo, come ha fatto la famiglia Ion, dobbiamo sempre denunciare gli episodi di razzismo, che sono frutto di ignoranza e inaccettabile cattiveria. Un Paese civile come il nostro non può ammettere atti vili come questi e deve fermare con tutti i mezzi il clima di odio e di violenza“.

Associazione Nuova California 2004: “Condanniamo ogni forma di razzismo”

“In merito alla notizia sull’aggressione razziale avvenuta nei giorni scorsi a Tor San Lorenzo, nei confronti della giovane atleta di basket in carrozzina Beatrice Ion, esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza a Beatrice e alla sua famiglia”. Così in una nota stampa l’Associazione Nuova California 2004 o.d.v Onlus.

“Atti di questo genere – prosegue il direttivo dell’Associazione – non rappresentano il nostro quartiere e condanniamo ogni forma di razzismo. Speriamo, con la riapertura della biblioteca, di poter invitare l’atleta in sede e di poter raccontare la sua vita ai tanti ragazzi del territorio, prendendola come esempio di forza e volontà nelle tante difficoltà”.

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