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Casal Palocco, arriva la videosorveglianza: 43 telecamere vigileranno per la sicurezza del quartiere

Iniziati i lavori che tra due settimane assicureranno la vigilanza da parte di 43 telecamere collegate alla Control room di Roma Capitale. Potranno registrare anche le targhe auto

Roma – Casal Palocco, conosciuto anche come il “Pianeta verde”, sarà reso più sicuro. Tra un paio di settimane entreranno in funzione 43 telecamere di un moderno ed efficiente sistema di videosorveglianza concepito per garantire sicurezza e fare da supporto alle forze di polizia in caso di indagini complesse.

Ad annunciarlo con entusiasmo è il presidente del Consorzio, Fabio Pulidori, che con tenacia e fermezza è riuscito a vincere una battaglia lunga tre anni. “Non è stato facile superare e adeguarci ai giusti vincoli imposti dalle normative – sottolinea trionfale – Per questo devo dire grazie anche all’amministrazione comunale e a quella municipale. Il consigliere comunale M5S Roberto Di Palma, delegato proprio per la specifica materia dei sistemi di videosorveglianza, e i vertici non solo amministrativi ma anche politici del X Municipio, si sono messi a disposizione per riuscire nell’obiettivo che è quello dell’interesse comune per la tutela della sicurezza”.

Com’è facilmente comprensibile, la posa del sistema ha un duplice obiettivo: quello di deterrenza da comportamenti e atti illegali, quindi di prevenzione, e quello di repressione, intesa come la possibilità di individuare i responsabili di possibili reati e atti illeciti.

Da lunedì 13 luglio sono iniziati i lavori propedeutici per il posizionamento di 13 postazioni di ripresa per un totale di 43 telecamere di cui 26 di contesto e 17 per la lettura targhe. Ciò significa che il sistema non solo rileverà le immagini di strade, piazze e centri commerciali ma sarà anche in grado di identificare e memorizzare i numeri di targa, elemento importantissimo per le indagini di polizia nei reati più complessi.

DOVE SARANNO GLI OCCHI ELETTRONICI

Le postazioni per la ripresa saranno in Via Pindaro (civico 54), via Alessandro Magno (incrocio via Timocle), via di Macchia Saponara (incrocio con via dei Pescatori), via di Casalpalocco (incrocio con via dei Pescatori), piazza Antifane (incrocio con via Prassagora), via di Casalpalocco (incrocio con viale Prassilla), viale Prassilla (incrocio con via di Casalpalocco), piazza Filippo il Macedone (park centro commerciale), viale Prassilla (incrocio con via Apelle), via di Casalpalocco (civico 36), via Niceneto (incrocio con via Semonide di Amorgo), via Diofanto (incrocio via Ipponatte), via Apelle (incrocio con via Pirgotele).

La mappa delle postazioni di videosorveglianza

LA COMPLESSITA’ DELL’OPERAZIONE

Non è stato facile ottenere tutti i permessi. Forse la parte più agevole è stata l’indagine di mercato, il reperimento dei fondi necessari (tutti di provenienza consortile) e l’affidamento dell’appalto. “Ci siamo dovuti muovere nell’intricato labirinto della burocrazia – segnala Pulidori – Siamo dovuti passare per il Garante della Privacy, che ha dato il suo nulla osta, poi per l’ufficio che tratta l’Occupazione di suolo pubblico e ancora all’individuazione della centrale dove far convergere immagini e dati. A occuparsene sarà la Control room del Comune di Roma. Il Consorzio non vedrà né registrerà le immagini che sono a esclusiva disposizione delle autorità”.

I COSTI

A farsi carico delle spese, sia di installazione che di manutenzione  e gestione in efficienza degli apparati, è interamente il Consorzio di Casal Palocco composto dai 22mila residenti del quartiere. “Abbiamo stipulato un contratto quinquennale con la DAB, una delle più importanti imprese del settore, che ha vinto la nostra gara d’appalto – segnala Pulidori – Dopo la somma di 40mila euro destinata allo start dei lavori, pagheremo 4mila euro al mese per cinque anni. In tutto questo periodo la DAB si occuperà del monitoraggio delle apparecchiature, della manutenzione e del loro funzionamento. Peraltro inclusa nella somma rientra anche l’assicurazione contro eventuali atti vandalici”. Insomma un’operazione che a regime costerà 280mila euro e che porterà indiscussi benefici a tutti, residenti e non.