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Diminuzione della Tari, Minturno libera attacca: “Confermato il grande bluff”

Minturno libera: "Dopo due anni di differenziata al 70%, il nostro è forse l'unico in Italia che non riesce a fare avere un ritorno in termini economici ai propri cittadini"

Minturno –  “In questi giorni stanno arrivando i bollettini della Tari e, dagli importi richiesti, risulta evidente ciò che avevamo già ampiamente denunciato lo scorso dicembre: il grande bluff della diminuzione delle tariffe” (leggi qui). Per il comitato civico, quindi, l’annuncio fatto mesi fa dall’amministrazione targata Stefanelli si è dimostrato soltanto l’ennesima presa in giro nei confronti dei cittadini.

Ma per quale motivo, considerando che, rispetto al 2019, la Tari ha effettivamente subito una riduzione? Da Minturno libera spiegano: “È vero, rispetto al 2019 la Tari ha subito oggi un decremento compreso tra il 10 e il 15%, ma ciò che i nostri amministratori si sono ben guardati dal rendere noto, è che negli ultimi due anni la stessa era stata incrementata del medesimo importo.

In pratica, tra il 2017 e il 2019 le tariffe erano state aumentate del 10-15%, per poi essere successivamente diminuite dello stesso importo quest’anno, così da tornare ai livelli del 2017, quando la raccolta differenziata ancora non era iniziata. Nessun intervento miracoloso dunque. Al massimo i soliti giochi di prestigio”.

Non solo. Tant’è che dal comitato civico proseguono: “Ma non è finita qui, perché le tariffe del 2017 sono comunque superiori a quelle del 2015, circostanza, questa, che ogni cittadino può facilmente verificare anche da solo: basta confrontare i precedenti bollettini già pagati (sempre che non siano variati l’abitazione e/o il numero dei membri del nucleo familiare)”.

A questo punto, da Minturno libera una domanda sorge spontanea: “Nonostante due anni di differenziata al 70%, il Comune di Minturno è forse l’unico in Italia che non riesce a fare avere un ritorno in termini economici ai propri cittadini. Come mai?”

La soluzione di Minturno libera

Non solo critiche, però, anche proposte. Il comitato civico, infatti, rilancia un’iniziativa che avevano già presentato tempo fa: le macchinette mangia plastica. “In questo modo, una famiglia potrebbe ricavare dallo smaltimento di bottiglie e flaconi in plastica e lattine oltre 100 euro annui.

Ma sappiamo- sottolineano da Minturno libera – che la nostra proposta non è stata accettata, anzi, all’epoca venimmo definiti, in maniera canzonatoria, dall’assessore D’Acunto “cercatori di plastica “.

Derisi, insomma, proprio da colui che domenica scorsa si è unito platealmente al gruppo di volontari per raccogliere la plastica, facendosi pubblicità insieme al suo compagno di partito e Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Tomao.

Ora – concludono da Minturno libera – se fossero state installate le macchinette mangia plastica quei volontari sarebbero stati premiati anche economicamente per il loro impegno. In questo modo, invece, tutta la plastica raccolta è stata consegnata alla ditta Del Prete, la quale beneficerà dei relativi guadagni insieme al Comune”.

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