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Bomba d’acqua a Palermo, Tirrito: “Stanchi di questa politica e di rischiare di morire così”

La portavoce del Cogi: "Poche ore di pioggia non possono mettere in ginocchio la nostra città"

Palermo – “Strade trasformate in fiumi in piena, macchine intrappolate nei sottopassaggi o trascinate dalla pioggia, persone costrette a mettersi in salvo: non è possibile che poche ore di pioggia, seppur violenta come quella di ieri, possano mettere in ginocchio la nostra città”.

Generico giugno 2020

Ad affermarlo in un comunicato, è Maricetta Tirrito, portavoce del Comitato Collaboratori di Giustizia (Cogi).

Maricetta Tirrito

Maricetta Tirrito

“E’ inaccettabile che nel 2020 a Palermo, città accogliente ed aperta agli scambi, si vivano ancora situazioni del genere – prosegue la Tirrito –. La colpa sta nel deficit di questa politica che tende a guardare soltanto oltre, altrove, senza curarsi della città e dei suoi abitanti.

I palermitani sono stanchi di sentirsi abbandonati a se stessi. Le proteste per l’incuranza e la mancanza di attenzione da parte del Comune, non si sono fatte attendere: oggi i palermitani si sono riuniti in rivolta davanti a Palazzo delle Aquile, grazie a Tony Serio, promotore dell’iniziativa, che da sempre rappresenta le istanze popolari”.

“L’alluvione ha causato disagi in tutta la città – conclude la portavoce – e la nostra gente ha rischiato la vita. La rivolta dei cittadini si traduce in un messaggio forte: stanchi di questa politica e di rischiare di morire così”.