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Spal vs Roma, le pagelle de il Faro online, una Roma padrona

Sempre in crescita la squadra di Mister Fonseca. Cinica ma rispettosa, forte ma disposta al sacrificio. In fase di completamento il lavoro di recupero psico-fisico di tutta la rosa. Smentite con i fatti, e gli abbracci, le polemiche artificiose Fonseca-Zaniolo e Zaniolo-Mancini, un gran bel segnale di compattezza che rende il tifoso giallorosso molto soddisfatto della propria squadra.

di Romina Pennisi (Foto Twitter @OfficialASRoma)

Ferrara. Continua il buon momento della Roma con il quarto successo consecutivo. Tranne la sbavatura di Kolarov sul gol di Cerri e le diverse uscite a vuoto di Pau Lopez è stata una Roma quasi perfetta, leggi qui. Continua un processo di crescita di Kalinic, che appare sempre più sicuro, ma soprattutto le fasce laterali sono, in questo momento, l’arma in più dei giallorossi. Primo meritato frutto per Bruno Peres con una doppietta tanto inaspettata quanto bella per la qualità dei gol. Avanti così!

Voti

Pau Lopez, 4,5 – Anche stavolta prende il gol al primo tiro degli avversari nel riquadro della sua porta: al 24’, infatti, si fa superare dal colpo di testa di Cerri; la responsabilità è soprattutto di Kolarov, ma anche lui sembra andare un po’ a farfalle. Al 34’ perde palla su passaggio corto di Smalling, poi riesce a toglierla dai piedi dell’ex giallorosso D’Alessandro e infine è salvato da Diawara, che anticipa Cerri sul punto di segnare a porta vuota. Al 41’ lascia di nuovo la porta incustodita: si trova incredibilmente a contendere la palla sulla bandierina del corner a D’Alessandro, che per fortuna inciampa e perde tempo, consentendogli di rientrare tra i pali. Al 71’, sul tocco corto di Peres, viene anticipato da Strefezza e si trova ancora una volta lontano dalla zona di sua competenza, ma viene salvato da Smalling. Troppo spesso a spasso, pare non stesse bene: perché allora ha giocato?

Gianluca Mancini, 6 – Al 13’ tenta una percussione solitaria percorrendo quasi tutto il campo, ma perde palla sul limite dell’area avversaria, mentre al 19’ libera con un rinvio un po’ approssimativo. Gli avversari non lo impegnano. È sostituito da Çetin al 55’ e si fa apprezzare per un bel gesto: l’abbraccio a Zaniolo al momento dell’uscita dal campo. Non si vede molto.

Chris Smalling, 6,5 – Torna titolare e all’inizio si occupa di sorvegliare i primi affondi di Cerri, che man mano preferisce girargli alla larga e tentare miglior fortuna dalle parti di Kolarov. Al 34’ con un retropassaggio corto mette in difficoltà il proprio portiere, invece al 39’ con il fisico disinnesca Strefezza. È sempre attento e presente, copre le spalle anche a Lopez, come quando al 69’ salva sulla linea a porta vuota sul tiro di Murgia. Protagonista.

Aleksandar Kolarov, 6,5 – Ripete l’errore commesso con De Vrij nella partita con l’Inter e perde di vista Cerri, che lo sovrasta e piazza la zuccata vincente del momentaneo pareggio. Allora decide di farsi perdonare liberando il suo tiro potente: al 28’ supera di poco l’incrocio dei pali, al 46’ impegna Letica su punizione da lontano e un minuto dopo da 30 metri gli piega le mani, portando a tre i gol giallorossi. Stasera aveva il piede “pesante”.

Bruno Peres, 7 – Nel primo quarto d’ora non si vede, perché la manovra d’attacco insiste sulla fascia di Spinazzola. Poi decolla, perché non solo segna il suo primo gol in campionato, ma fa anche una doppietta. Al 51’ segue la lunga corsa di Zappacosta, taglia bene al centro e pur controllando male la palla riesce a scambiare con Kalinic, che gli restituisce la sfera e lui praticamente da solo non può sbagliare. Al 75’ con due esitazioni inganna difensore e portiere e riesce a piazzare la palla sotto la traversa. Molto carico.

Amadou Diawara, 6 – Stavolta si nota il suo incessante lavoro di cucitura del gioco a centrocampo, anche se i ritmi sono sempre bassi. Al 34’ è decisivo il suo anticipo su Cerri, perché impedisce un gol quasi fatto. Procura poi la palla a Kolarov, nell’azione del terzo gol. È sostituito da Villar al 55’. In ripresa.

Brian Cristante, 6 – Nonostante la Spal lasci pochi spazi a centrocampo, almeno finché il risultato è in equilibrio, si propone con assiduità in attacco, arrivando più volte al tiro, che Letica blocca a fatica, come al 32’, quando riceve al limite dell’area e lascia partire una sassata improvvisa. Forse poteva aiutare di più la difesa quando ha traballato. Si applica.

Leonardo Spinazzola, 6,5 – Mostra brillantezza e scioltezza nella corsa, tanto che già al 1’ prende l’iniziativa e affonda sulla fascia ma non trova compagni liberi; quando gli torna la palla, prova anche un tiro improvviso. Al 21’ ci riprova crossando nell’area piccola della Spal ma senza precisione. Al 37’ ribalta il gioco con tiro troppo forte, che Pellegrini non riesce a intercettare. Sostituito – un po’ a sorpresa, visto che era uno dei migliori – all’inizio del secondo tempo da parte di Zappacosta. Volenteroso.

Carles Perez, 7 – Deciso a scrollarsi di dosso le perplessità dei tifosi, riesce a mostrare tutta la sua tecnica e classe. Al 9’ contribuisce suo malgrado alla costruzione del gol del vantaggio: il cross violento di Spinazzola gli rimbalza addosso e così offre la palla su cui si avventa Pellegrini in mezza girata, poi respinta dal portiere e messa in rete da Kalinic. Si costruisce da solo l’azione del secondo gol e la esegue alla perfezione: si libera di Reca, entra in area e scaglia un tiro violento di piatto destro sul palo più lontano, consentendo ai giallorossi di passare nuovamente in vantaggio al 38’. Al 47’ riceve una palla precisissima da Kolarov e prova subito il pallonetto ma Letica para. Al 50’ tenta di assistere Kalinic ma è anticipato. Al 78’ lo sostituisce Kluivert. Frizzante.

Lorenzo Pellegrini, 6,5 – L’inizio della sua partita è in linea con le ultime prestazioni opache, perché al 7’ non controlla un facile passaggio di Lopez e perde così una palla pericolosa a centrocampo. Si risveglia subito dopo, però, perché è il suo tiro, respinto da Letica, a creare l’occasione per il gol di Kalinic. Al 17’, con un fraseggio insistito con i compagni, riesce a tenere la palla sulla tre quarti avversaria facendo salire la squadra. Le buone iniziative gli danno coraggio, perché inizia a lottare, subisce falli, tira fuori la grinta, lotta per strappare la palla. Al 43’ prova a far accelerare la manovra giocando di prima per trovare un varco nelle linee difensive della Spal. È sostituito da Zaniolo al 55’. Deve proseguire così.

Nikola Kalinic, 6,5 – Non solo ha il merito di sbloccare il risultato, ma fornisce continua assistenza ai compagni in fase di attacco. Dopo lungo esame del VAR, al 12’ gli viene assegnato il gol realizzato di rapina, infilando il piede tra difensore e portiere sulla parata plastica di Letica. Squalo dell’area di rigore.

Davide Zappacosta, 6,5 – Entra subito dopo l’intervallo al posto di Spinazzola e poco dopo è decisivo per il gol del 4-1: rincorre la palla fino sulla linea di fondo, la rimette al centro per Peres, che dopo aver scambiato fortunosamente con Kalinic insacca. È suo anche l’assist per la doppietta del brasiliano. La sua freschezza atletica può essere una preziosa risorsa a questo punto del campionato. Guizzante.

Nicolò Zaniolo, 7 – Al 55’ rileva Pellegrini e al momento di entrare in campo scambia un abbraccio con Mancini, spegnendo così le polemiche degli ultimi giorni. Prova subito qualche progressione: al 59’ con un taglio a centro area va incontro a Perez, riceve palla e di prima prova il tiro, che finisce poco a lato. Mette il sigillo sulla partita, segnando il sesto gol proprio allo scadere: con uno strappo poderoso, supera mezza Spal, protegge la palla con il fisico e segna di precisione. Recuperato.

Mert Çetin, SV – Al 55’ entra al posto di Mancini. Al 63’ costringe sul sinistro Di Francesco, il cui tiro supera di poco la traversa. Troppo frettolosa la cessione, seppur in prestito, al Verona, nella nuova disposizione della difesa a 3 poteva tornare molto utile.È presente.

Gonzalo Villar, SV – Al 55’ rileva Diawara.

Justin Kluivert, SV – Entra al 78’ al posto di Perez.

Paulo Fonseca, 6,5 – Contro una squadra ormai retrocessa, non perde l’occasione di mettere in cascina tre punti preziosi per tenere lontano il Milan. Tuttavia, la difesa ha mostrato qualche crepa di troppo, c’è da registrare qualche movimento. La squadra pressa e mantiene il possesso palla, ma certo non è stato un test molto impegnativo. È impegnato a gestire Zaniolo, la Roma non può perdere il suo diamante. Buon lavoro.

(Il Faro online)