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Ardea, sequestrata la maxi discarica abusiva delle Salzare foto

Grazie all'impegno di cittadini, giornalisti e avvocati le palazzine saranno bonificate: costo dell'opera circa 200mila euro

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Ardea – Sequestrata la maxi discarica abusiva delle Salzare, situata di fronte al “Serpentone”, le palazzine occupate abusivamente da anni sul lungomare di Ardea. Nella mattinata di oggi, infatti, le Forze dell’Ordine hanno messo in sicurezza l’area in attesa della bonifica. Una battaglia ambientale vinta anche grazie all’impegno di un giornalista che da tempo si prodiga per la risoluzione del problema.

Non va dimenticato neppure che nel marzo del 2020 la questione è stata patrocinata dall’avvocato Francesco Falco, impegnato nelle battaglie ambientali, come Eco X e altre delicate vicende come l’abusivismo edilizio sulle dune, con diversi esposti presentati al Prefetto, al Sindaco di Ardea, al Ministro dell’Interno ed al Comandante della Municipale di Ardea e – ultimo, almeno per il momento -, quello con richiesta di sequestro preventivo presentato nel luglio di quest’anno presso la Procura della Repubblica di Velletri.

Un plauso va dato al Dirigente all’ambiente, urbanistica e Lavori Pubblici, l’ingegner Emanuele Calcagni, il quale è riuscito nelle more del dissesto finanziario del Comune di Ardea a reperire i fondi necessari per la bonifica necessaria per conferire i rifiuti in una discarica autorizzata.

Nel contempo va ringraziato anche il comandante della Polizia Municipale, il tenente colonnello Sergio Ierace, che ha predisposto l’operazione di sequestro a cui seguirà la bonifica. Altresì va fatto notare il consueto apporto della tenenza dei Carabinieri di Ardea, sempre sensibili alle tematiche ambientali del territorio oltre che al contrasto alla criminalità.

Va constatato comunque che l’intervento di stamane delle Forze dell’Ordine si è reso necessario solo dopo che cittadini probi, giornalisti ed avvocati hanno denunciato il problema “Serpentone”, la cui bonifica costerà circa 200mila euro.

Ma una serie di domande restano ancora senza risposta: perché si è intervenuti con tanto ritardo? Perché l’ordinanza del 16 luglio 2020 arriva dopo quasi oltre 1000 giorni? Si poteva ridurre la spesa? Si intervenendo subito. Intanto la questione “Serpentone” resta aperta sotto due punti di vista: innanzitutto non basta il sequestro formale dell’area delimitato da un nastro bianco e rosso di plastica, ma occorrerà approntare degli strumenti di sorveglianza affinché quanto previsto dall’atto venga realmente rispettato; l’altra questione, non meno importante, è lo sgombero e la demolizione di quello che resta dell’originario complesso immobiliare di Lido delle Salzare. To be continued.

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