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Nasce a Pomezia il primo teatro comunale: ecco il progetto foto

Il sindaco Adriano Zuccalà: "Ora non è più un traguardo irraggiungibile, grazie ai fondi che la nostra Amministrazione è riuscita a portare in città"

Pomezia – “Ieri, 23 luglio 2020, è stato presentato  il progetto del nuovo teatro comunale (ex consorzio agrario) di Pomezia, con annesso un insieme integrato di opere complementari. Il progetto, parte da una riflessione iniziale attorno ad uno dei temi più attuali e dibattuti dell’architettura contemporanea: la compatibilità tra la preesistenza e l’innovazione“. Lo rende noto il Comune di Pomezia in un comunicato. Tra gli altri presenti, anche lo scrittore Antonio Pennacchi, autore dell’autobiografia ‘Il Fasciocomunista’ e il vicepreside della Facoltà di Architettura di Roma ‘La Sapienza’ Luca Ribichini.

Grazie al finanziamento di 3.383.229,12 euro – prosegue l’Amministrazione Comunale – del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020 nell’ambito del piano ‘Turismo e cultura’ del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, possiamo procedere, dopo oltre 10 anni, al completamento del teatro.

A presentare il progetto, accompagnato da due plastici, di cui uno esposto al Maxxi di Roma, l’architetto Marco Petreschi, che a partire dalla modificazione del capannone progettato dallo studio Passarelli, ne ha curato da un lato la salvaguardia attraverso il riuso e il recupero di gran parte della preesistenza, e dall’altro l’innovazione con una costante e progressiva verifica dialettica del percorso progettuale. Il nuovo edificio è stato ampliato impostandolo sulla stessa maglia modulare sulla quale era configurato quello originario. Il tutto, nella convinzione di ridare vita a una architettura di pregio in stato di abbandono“.

“Da oggi possiamo guardare fiduciosi verso quello che non è più un traguardo irraggiungibile – dichiara il sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà –. Il nuovo teatro, pensato circa 16 anni fa e poi abbandonato, potrà finalmente vedere la luce grazie ai fondi che la nostra Amministrazione è riuscita a portare in città. Abbiamo a disposizione le risorse finanziarie per intervenire nella porzione di edificio dedicata agli spettacoli e dotare Pomezia del suo primo teatro”.

Un percorso che non sarà breve – aggiunge l’assessore Federica Castagnacci –. Ma contiamo di far partire i lavori entro il 2021 per arrivare in un paio d’anni alla realizzazione del foyer, della sala e del palcoscenico, restituendo alla città e ai cittadini uno spazio che gli è stato sottratto troppo a lungo”.

A Pomezia la cultura si prende lo spazio che merita – conclude la vice sindaco Simona Morcellini –. Negli ultimi anni la nostra città ha visto nascere nuovi spazi culturali, come il Museo Città di Pomezia, ed ha valorizzato le risorse storiche e archeologiche che ospita. Si è fatta strada nelle piazze, come nel caso delle rassegne Eneadi, Pomezia in Musical e UgoPari30 dedicata a Tognazzi, e ora si appresta a veder nascere un vero e proprio teatro, il primo nella sua storia”.

Il progetto

“La compatibilità tra la preesistenza e l’innovazione, si rende necessaria poiché qualsiasi soluzione s’intenda proporre non può fare a meno di prevedere un intervento di addizione sul preesistente edificio al fine di soddisfare i requisiti richiesti del bando”. Lo ha dichiarato l’architetto Marco Petreschi.

“Infatti, – spiega l’architetto – dalla lettura di tali istanze, si capisce che il volume attuale non può essere sufficiente né dimensionalmente, né tipologicamente a contenere le aspettative degli estensori e pertanto lascia un certo grado di libertà d’interpretazione nei confronti destinazioni integrative al teatro che si intendono collocare in quell’area.

Per tale motivo è sembrato opportuno operare un’analisi preliminare del luogo al fine di mettere a fuoco una soluzione il cui esito si collocasse come un’operazione di equilibrio tra la conservazione totale o parziale dell’ex-Consorzio Agrario e quanto di nuovo fosse indispensabile addizionare a tale struttura per non stravolgere una preesistenza ormai inserita nel paesaggio urbano di Pomezia. Inoltre, la soluzione prescelta, avrebbe dovuto, nel suo delinearsi, mantenere un’identità compatibile con la trasformazione e l’evoluzione urbana della città.

Il complesso è sostanzialmente costituito da due corpi principali, il primo che contiene la platea e il palcoscenico, l’altro corpo configurato ad U è destinato ad accogliere il museo archeologico che si svolgerà su tutto il piano terra per le mostre temporanee assieme alle attrezzature di accoglienza e di ristoro. Il secondo livello sarà adibito a mostra permanente. Sempre su quest’ultimo piano sono previsti locali per la scuola di musica, danza e recitazione ed una sala riunioni per circa 100 posti. Detto complesso, strutturalmente già stato realizzato, è dotato di un patio nella cui zona centrale insiste uno specchio d’acqua intorno al quale si potranno esporre varie opere”.

Nel piano interrato verranno posizionati magazzini, laboratori di restauro, – prosegue Petreschi – l’autorimessa con relative uscite di sicurezza e le centrali tecnologiche. Tutta la parte dell’area non interessata dal nuovo complesso architettonico è destinata a verde attrezzato a parco con percorsi pedonali e soste, ciò al fine di utilizzare tale superficie libera come luogo di svago e di incontro della cittadinanza indipendentemente dall’uso del teatro e della zona espositiva.

In questa area è anche previsto un teatro per manifestazioni all’aperto. L’attuale progetto prevede in questa fase la realizzazione del foyer e della sala e del palcoscenico. L’obiettivo finale di questo progetto, quando sarà giunto a compimento è quello di rendere tale organismo architettonico un vero centro di cultura vitale della cittadinanza di Pomezia durante tutte le stagioni dell’anno”.

Il teatro e la storia della città

“Come è noto Pomezia è stata fondata nel 1938 – sottolinea l’architetto – caratterizzandosi come uno dei poli insediativi funzionali alla bonifica dell’Agro Pontino. La sua crescita è avvenuta dunque con una spiccata vocazione agricola. Con il passare degli anni e specificatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, tale vocazione ha subito una notevole inversione di tendenza che l’ha vista trasformarsi in vero e proprio polo industriale e recentemente sta subendo un’ulteriore modificazione che vede orientare, con sempre maggiore incisività, l’occupazione verso il terziario avanzato.

Nonostante queste trasformazioni produttive e territoriali, il nucleo urbano originario non ha subito alterazioni connotato com’è, ancora oggi, dall’intervento architettonico di Concezio Petrucci che lo definì, assieme a Filiberto Paolini e Mario Tufaroli, con elementi stilistici pervasi da una pacata monumentalità, ammantati, per alcuni versi, da una sorta di trasparente sobria metafisicità. Questa lettura e queste osservazioni del luogo hanno suggerito le linee e i criteri per la costruzione del progetto che si sono orientati da un lato verso una scelta di salvaguardia dell’impianto originale e dall’altro verso una scelta innovativa che ha addizionato alla preesistenza elementi architettonici configurati da semplici geometrie, pervasi appunto da quella pacatezza e sobrietà emersa dall’analisi sopra descritta”.

“Va anche sottolineato – conclude Petreschi  – che questi oggetti volumetrici puri sono stati progettati anche per configurarsi come interventi in continuità con la storia del luogo, ponendosi però in grado di rispondere, con la loro morfologia e le loro funzioni, alle istanze della società che non può che modificare i propri comportamenti e le proprie esigenze con l’evolversi del tempo”.
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