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Dossier microplastiche nei laghi, Legambiente Fondi commenta i risultati delle analisi

Marcoccia: "Servono serie politiche locali che contrastino l’abbondono dei rifiuti, che mirino alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti"

Fondi – In occasione della tappa nel Lazio della Goletta dei Laghi 2020, Legambiente ha presentato il dossier “Laghi di plastica” con i dati delle microplastiche nei laghi, secondo i prelievi effettuati nei laghi di Bracciano, Fondi, Sabaudia e Scandarello nel 2019.

I campioni, prelevati dai tecnici di Legambiente, sono stati analizzati dai ricercatori ENEA nei laboratori di Casaccia.
Nel Lago di Fondi sono stati prelevati 2 campioni. La media rilevata è pari a 446.397 particelle per
chilometro quadrato di superficie.

“Abbiamo riscontrato una preoccupante situazione riguardante le microplastiche nel Lago di Fondi, dove
c’è la concentrazione più elevata rispetto agli altri laghi laziali inseriti nella ricerca – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – con una media oltre le 400mila particelle per chilometro
quadrato.

La presenza di microplastiche è causata inequivocabilmente dall’abbandono di rifiuti nell’area del
lago e dall’attività antropica circostante, che in questo caso vede anche un grande impatto dell’agricoltura
intensiva. Questo nuovo fattore può condizionare in peggio la qualità degli ecosistemi a cominciare dalla
fauna ittica; per capirne bene le conseguenze, c’è bisogno di proseguire queste importanti ricerche.

Intanto – conclude Scacchi – bisogna raccogliere bene i rifiuti creando un ciclo virtuoso, frenare l’abbandono incivile, fermare l’utilizzo di plastiche monouso, lavorare bene con percorsi di riqualificazione ambientale a partire dai Contratti di Lago e garantire la massima tutela degli ecosistemi, rafforzando il ruolo delle aree protette e, in questo caso, del Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi”.

“Da diversi anni i volontari del circolo – dichiara Paola Marcoccia, Presidente del Circolo Intercomunale
Legambiente Luigi Di Biasio APS – promuovono “Puliamo il Mondo” e la presenza notevole di rifiuti di ogni
tipologia, soprattutto plastica, in acqua e sulla terraferma, è sempre stata una costante.

I rifiuti abbandonati e i materiali, in alcuni casi, vengono anche bruciati, rilasciando sostanze tossiche e diossine. Le
principali cause della presenza dei rifiuti sono da collegare all’abbandono consapevole, ai consumi eccessivi della popolazione (poco abituata a pensare in termini di riduzione anche per assenza di attività specifiche al riguardo e controlli più stretti) e al ciclo poco virtuoso del packaging legato alle attività produttive, tra cui l’agricoltura.

La collaborazione dei pescatori del Lago di Fondi, come mostrato già in diverse occasioni, degli agricoltori e di tutte le attività è sempre più fondamentale. Arginare questo problema richiede un’azione su più fronti. Servono serie politiche locali che contrastino l’abbondono dei rifiuti, che mirino alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti a monte e – conclude la nota – anche prevedano l’installazione di barriere che recuperano rifiuti, come già sperimentato favorevolmente sul Tevere-Aniene”.

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