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Le Rubriche di Il Faro Online - Scuola

Servizi educativi e delle scuole dell’infanzia: c’è l’accordo Stato-Regioni

Anief: "Ora servono più educatori e maestri"

Scuola – La Conferenza Unificata ha approvato, con seduta straordinaria, il parere sul documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia. Le Regioni e gli enti locali hanno chiesto al Governo alcune raccomandazioni al documento presentato dalla vice ministra dell’Istruzione, Anna Ascani. L’assenso dell’Esecutivo e degli Enti locali ha prodotto quindi le nuove linee guida scuola 0-6 anni. I punti salienti: prevedere l’obbligo della misurazione della temperatura, almeno per la fascia 0-3 anni; introdurre la figura del referente per la prevenzione e il controllo delle infezioni che funga da punto di contatto con la ASL, con formazione e informazione specifica; rendere obbligatoria la tenuta per almeno 14 giorni di un registro delle presenze dei vari utenti; l’obbligatorietà dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori è rinviata ad una valutazione da svolgere entro il 25 agosto sulla base dell’andamento della curva epidemica.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief: “gli accorgimenti per la fascia di bambini fino ai 6 anni erano necessari. Certamente, sulla fascia zero-tre auspichiamo ora un intervento diretto dello Stato, di tipo strutturale, a sostegno dei comuni, soprattutto di quelli medio-piccoli, specifico per la ripartenza. Anche per garantire alle lavoratrici madri di poter tornare alle loro occupazioni. Servono solo alla scuola dell’infanzia altri 80.000 maestri. Anche per l’organico del personale Ata serve uno sforzo maggiore, assumendo più collaboratori scolastici, per la continua igienizzazione degli attrezzi, degli spazi e dei giochi. I 50 mila tagli degli ultimi 12 anni pesano tantissimo”.

Arriva il sì in Conferenza Unificata per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia. L’accordo è giunto alla presenza del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, che ha presieduto la seduta straordinaria della Conferenza Unificata; in videoconferenza da via della Stamperia anche la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani; collegati da remoto c’era il presidente della Molise, Donato Toma, per la Conferenza delle Regioni; il presidente Anci, Antonio Decaro; il presidente Upi, Michele De Pascale; regioni e ministeri competenti dei provvedimenti all’ordine del giorno. Sono diversi i punti su cui è stato trovato l’accordo.

I PUNTI DELL’ACCORDO

La rivista Orizzonte Scuola li ha sintetizzati: prevedere l’obbligo della misurazione della temperatura, almeno per la fascia 0-3 anni; introdurre la figura del referente per la prevenzione e il controllo delle infezioni che funga da punto di contatto con la ASL, prevedendo una formazione e informazione specifica; rendere obbligatoria la tenuta per almeno 14 giorni di un registro delle presenze dei vari utenti che accedono alle strutture; prevedere che l’obbligatorietà dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori sia rinviata ad una valutazione da svolgere entro il 25 agosto sulla base dell’andamento della curva epidemica; introdurre una riflessione sull’obbligatorietà del certificato del Pediatra di libera scelta/medico di medicina generale per la riammissione dopo assenza per malattia superiore ai 3 giorni.

I RINGRAZIAMENTI DELLA VICE MINISTRA

“Avevamo promosso le linee guida entro il 31 luglio, ce l’abbiamo fatta”, ha commentato a caldo la vice ministra Anna Ascani (Pd) ringraziando “la Ministra, gli altri Ministeri coinvolti, ANCI, Regioni e tutti gli interlocutori con cui ci siamo confrontati ai tavoli, insieme al Comitato tecnico scientifico, per il lavoro senza sosta che ha consentito che il testo arrivasse prima possibile, senza dimenticarci il motivo per cui è stato fatto e cioè garantire la riapertura nell’ottica della tutela del benessere dei più piccoli e della salute di tutti”.

LA POSIZIONE DEL SINDACATO

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF, è bene sin da subito chiarire che “nessuna ora di programmazione o funzionale all’insegnamento potrà essere trasformata in orario curricolare. Lo sdoppiamento delle classi, e quindi la creazione dei piccoli gruppi, sarà possibile solo con il raddoppio dell’organico attuale. Abbiamo poi molte scuole con un solo collaboratore scolastico, il quale si deve occupare dell’apertura, chiusura, pulizia, sorveglianza, sicurezza ed assistenza dei minori nell’utilizzo degli spazi e dei servizi igienici: è un’impresa chiaramente impossibile”.

Il sindacato, inoltre, chiede di rassicurare le famiglie sul tempo scuola, dovremmo dire alle famiglie se riusciremo a mantenere il tempo scuole attuale, 7.30 – 17.30 con pre e post scuola. Da diversi anni il giovane sindacato chiede, inoltre, di anticipare la scuola almeno a 5 anni, con annualità ‘ponte’ da affidare a maestri della scuola dell’infanzia e primaria in contemporanea, e poi allungare l’obbligo formativo sino alla maggiore età. In tal modo, si andrà a valorizzare finalmente l’esperienza educativa dei bambini più piccoli, collocandola in continuità con l’apprendimento del percorso di formazione successivo.
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