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Spiagge occupate dagli stabilimenti, Legambiente: “Record negativo per Sperlonga”

Nel Lazio 5 comuni "fuorilegge": Roma (Ostia Lido) con il 51,19% di litorale concesso, San Felice Circeo al 50,26%, Terracina al 54,64%, Minturno al 55,11%.

Dopo il rapporto di Legambiente Lazio sulle concessioni demaniali nei 24 comuni costieri, è pubblicato oggi il Rapporto Spiagge 2020 nazionale di Legambiente: nel Lazio, su 243 chilometri di litorale sabbioso ci sono 3.217 concessioni di vario genere, tra queste sono 654 quelle per stabilimenti balneari e 105 per campeggi, circoli sportivi e complessi turistici.

spiagge

La percentuale di costa sabbiosa occupata da stabilimenti, circoli e campeggi è del 40,6% sul totale, metà classifica con il 7° posto per occupazione del litorale dietro a regioni meno virtuose tra le 15 costiere.

Dal rapporto emerge come sempre, tra le peggiori, la condizione del Lungomuro, così come dal 2007 Legambiente ha battezzato la situazione del Lido di Ostia (Roma) che è tra i 10 peggiori comuni d’Italia per la maggior occupazione di spiagge in concessione, con i suoi 13 km di costa, 61 stabilimenti e ben oltre il 50% di spiaggia occupata: per l’occasione Legambiente Lazio inoltre pubblica il Video “Alla ricerca di spiagge libere nel lungomuro di Ostia”, una passeggiata di oltre 40 minuti, per 3.450 metri senza alcuna spiaggia libera.

Il 50% è proprio la soglia che la legge regionale 8/2015, tra le migliori in Italia, impone a tutti i comuni. Oltre quella soglia nel Lazio ci sono 5 comuni “fuorilegge”: Roma (Ostia Lido) con il 51,19% di litorale concesso, San Felice Circeo (LT) al 50,26%, Terracina (LT) al 54,64%, Minturno (LT) al 55,11% e Sperlonga (LT) con il record negativo del 63,27%.