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Arresto del figlio del boss Badalamenti, Tirrito: “Bisogna capire chi ha ‘coperto’ il suo traffico internazionale”

La Portavoce del Cogi: "Vanno seguiti i flussi di denaro in entrata e in uscita di queste organizzazioni"

L’arresto del figlio dello storico boss di Cosa Nostra, Tano Badalamenti (nella foto di copertina), è una vittoria per tutte le forze che lottano contro la mafia. Non dimentichiamo che Badalamenti è un nome molto pesante per la cultura siciliana, che ha dato e continua a dare uno spaccato di quella che è stata la storia della mafia nostrana”. Lo dichiara in un comunicato Maricetta Tirrito, portavoce del Comitato Collaboratori di Giustizia (Cogi).

Leonardo Badalamenti

“Quello che però ci stupisce – prosegue la Portavoce – è come Leonardo, il figlio di Badalamenti, sia  riuscito a “lavorare” tutto questo tempo in maniera indisturbata: gestiva un’associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti ed aveva assunto una falsa identità. Inoltre, era già stato arrestato una volta in Brasile.

Quali sono le reti che hanno supportato questo suo traffico internazionale? Non si riesce a comprendere nemmeno chi garantisce ancora quello spaccato di mafia antica”.       

Maricetta Tirrito

 

Il lavoro che stanno facendo le forze dell’ordine è lodevole – conclude la Tirrito –. Ricordiamoci sempre che seguendo i flussi di denaro in entrata e in uscita di queste organizzazioni, si può cercare di capire in che modo e in che luoghi si sta muovendo la nuova mafia”.