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Moria di kiwi, perdite per 100 milioni di euro in provincia di Latina

Il problema è dovuto alla morte "dell’apparato radicale delle piante per ragioni che, al momento, non si conoscono"

Latina – Una perdita di oltre 100 milioni di euro tra fatturati e indotti e un danno che, a fronte delle ore lavorate destinate all’agricoltura in provincia di Latina, rischia di compromettere ulteriormente il settore: su un totale di oltre 2 milioni e 400 mila ore lavorate circa un milione, quasi la metà, sono quelle destinate al settore del kiwi che attualmente proietta il territorio pontino tra i leader mondiali della produzione del frutto.

A confermare i dati, lanciando un allarme sulla moria delle piante di kiwi che sta interessando il territorio pontino, è stata Confagricoltura Latina attraverso il direttore Mauro D’Arcangeli e il presidente Luigi Niccolini che ha chiesto nei giorni scorsi alla Regione Lazio di istituire una task force scientifica per affrontare la situazione prima che sia troppo tardi.

Il problema è dovuto alla morte “dell’apparato radicale delle piante per ragioni che, al momento, non si conoscono”, sottolinea D’Arcangeli che ribadisce che il danno, al momento, si può stimare tra il 20 e il 30% del fatturato se si considera anche l’indotto economico che ruota intorno al mondo del kiwi in terra pontina. Da qui l’appello del presidente di Confagricoltura Latina Luigi Niccolini che ha chiesto anche il coinvolgimento delle università per avviare i lavori di una task force scientifica.

Picchi: “Il problema esiste, ma non bisogna creare allarmismi”

Sulla batteriosi o virosi che ha colpito alcune piantagioni di kiwi a Latina, Coldiretti Lazio ha chiesto ed ottenuto un incontrato con ​l’assessore regionale all’Agricoltura, Enrica Onorati, per trovare una soluzione ad un problema che non può mettere a rischio una delle eccellenze dell’agricoltura dell’Agro pontino.

La Regione Lazio si sta interessando al problema da tempo. Le sperimentazioni su alcuni campioni sono già iniziate lo scorso anno con il coinvolgimento del servizio fitosanitario regionale e di alcune Università e proseguiranno per individuare la causa. Saranno i risultati dell’indagine avviata a determinare con chiarezza da cosa è determinata la problematica che sta colpendo alcune piantagioni.

Un’attenzione che la Pisana sta rivolgendo non solo alla nostra regione, ma a livello nazionale con la creazione di una cabina di regia, per dar vita ad una ricerca interdisciplinare. A tal fine saranno utili le esperienze già maturate da altre Regioni interessate dallo stesso problema, per consentire ai diversi ricercatori di confrontarsi, anche in merito alle prove sperimentali di campo.

“Il problema esiste – dice il direttore di Coldiretti Latina, Carlo Picchi– e non va sottovalutato, ma non bisogna creare allarmismi. La Regione è al corrente della situazione e già dallo scorso anno ha dato il via alla sperimentazione. Riteniamo opportuno attendere prima i risultati della ricerca in corso, per poter procedere con una soluzione appropriata. Nell’incontro che abbiamo richiesto e avuto oggi alla Pisana, abbiamo dato la nostra disponibilità a fornire tutti i dati necessari alla ricerca”.

Un settore, quello della coltivazione dei kiwi, che a Latina rappresenta una vera e propria eccellenza con oltre 12 mila ettari di terreno coltivati e oltre 4 milioni di quintali di kiwi raccolti all’anno per un valore di oltre 500 milioni di euro annui. Rappresenta così circa il 60 per cento della superficie coltivata. Ad essere interessata dalla problematica, ad oggi, è solo una parte esigua delle piantagioni di Latina.

“La Regione Lazio– aggiunge il presidente di Coldiretti Latina, Denis Carnello– auspica di risolvere quanto pima la questione. Siamo fiduciosi della ricerca che si sta svolgendo e certi che in tempi rapidi si arriverà ad una risoluzione valida del problema, tale da non compromettere le nostre coltivazioni”.