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Capolavoro d’arte e d’ingegneria: la Cupola di Brunelleschi compie 600 anni

Un capolavoro capace di resistere ai fulmini e alle tante battaglie vicende storiche che oggi, come allora, incanta cittadini e visitatori

Firenze – Maestosa, alta, imponente: sono tanti gli aggettivi che si potrebbero usare per descrive quel capolavoro – artistico e ingegneristico – che è la Cupola del Duomo di Firenze che proprio oggi, 7 agosto 2020, compie ben seicento anni.

I lavori per la sua realizzazione, infatti, vennero avviati nel 1420 secondo il progetto di Filippo Brunelleschi, presentato dallo stesso a un concorso indetto dall’Opera di Santa Maria del Fiore due anni prima.  Il cantiere si completerà nel 1434 e il 25 marzo del 1436, giorno dell’Annunciazione, la cattedrale di Firenze, dedicata alla Vergine Maria, viene consacrata da Papa Eugenio IV.

La Cupola ottagonale che funge da corona a Santa Maria del Fiore, tuttavia, non si può definire una vera e propria cupola, bensì una volta ottagonale che può essere descritta come l’intersezione a 45 gradi di due volte a pianta quadrata. Ed è qui che troviamo il genio e l’innovazione del Brunelleschi, che decise di voltare la struttura senza armature, grazie all’uso di una doppia volta con intercapedine, di cui l’interna (spessa oltre due metri) aveva una funzione strutturale essendo autoportante, rendendo quella esterna solo di copertura.

Interessante anche la tecnica muraria impiegati per la realizzazione: in pietra fino ai primi sette metri circa, poi in mattoni a spina di pesce. Ovvero: tra mattoni orizzontali veniva inserito, a intervalli regolari, un mattone “in verticale” così che queste sporgenze fungessero (e lo fanno ancora oggi) da sostegno all’anello successivo. Una tecnica a spirale già usata in edifici orientali che per la prima volta viene impiegata in territorio toscano.

Filippo Brunelleschi, costretto da necessità pratiche ed estetiche, scelse per la cupola una forma a sesto acuto, “più magnifica e gonfiante”, dato che le dimensioni non permettevano una forma semisferica. Non solo: scelse per le due cupole una divisione a otto spicchi.

Svetta sulla Cupola la lanterna con copertura a cono, su disegno del Brunelleschi. La lanterna è di poco più giovane rispetto alla volta (fu realizzata dopo la morte dell’artista avvenuta nel 1446). In cima alla lanterna brilla una palla di rame dorato con la croce (contenente reliquie sacre), opera di Andrea del Verrocchio, che vi fu collocata verso il 1470. Una palla che più volte fu colpita dai fulmini e che proprio in seguito a una saetta che si abbatté sulla sfera nella notte fra il 26 e il 27 gennaio del 1601, questa cadde rotolando al suolo con i suoi 19 quintali di peso portando con se diverse parti della lanterna e della Cupola stessa.

L’opera venne ricollocata nel 1602 e ad oggi è ancora possibile vedere il punto esatto in cui la palla si schiantò al suolo visto che i fiorentini vi posero un mattone bianco di marmo.

Da dentro la basilica è possibile ammirare i meravigliosi affreschi che decorano la Cupola realizzati da Giorgio Vasari e Federico Zuccari tra il 1572 ed il 1579. Un grande dipinto che raffigura il “Giudizio Universale”.

Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto vedendo qui struttura sì grande, erta sopra e’ cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti e’ popoli toscani, fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname, quale artificio certo, se io ben iudico, come a questi tempi era incredibile potersi, così forse appresso gli antichi fu non saputo né conosciuto?
Leon Battista Alberti, De Pictura, Prologo

Un capolavoro capace di resistere ai fulmini e alle tante battaglie vicende storiche che oggi, come allora, incanta cittadini e visitatori lasciandoli a bocca aperta davanti a così tanta bellezza.