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L’Anief: “Contagi in aumento, meglio chiudere le discoteche che le scuole”

Marcello Pacifico: "Non è possibile pensare di vanificare tutto e tornare alla didattica a distanza per colpa del mancato senso civico"

L’Anief dice la sua a seguito dell’innalzamento dei contagi da Covid-19. Arriva il commento del sindacato sulle nuove restrizioni e sulla decisione del Governo di chiudere qualsiasi sala da ballo fino al prossimo 7 settembre.

” Sembra assurdo, in questi giorni, assistere ovunque a veri e propri assembramenti di giovani e poi pensare di riaprire le scuole per poi chiuderle al minino contagio, derivato da vera irresponsabilità – ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief -. Ben venga la gioia di vivere, ma senza mai arrivare a condannare qualcuno a morire”.

Con il crescere dei contagi, aumenta l’ansia per le sorti della scuola. La decisione di chiudere le discoteche per tre settimane è stata motivata dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza. Serviva un segnale al paese per tenere alta l’attenzione”.

L’Anief concorda con il Ministro, perché il diritto alla salute non può essere accantonato per fare spazio allo svago e alla spensieratezza. Il sindacato, infatti, ritiene che un calo di attenzione potrebbe tradursi in nuovi contagi e in un secondo Lockdown.

“Una condizione che per la scuola, soprattutto sino al termine della secondaria di primo grado e per gli alunni meno fortunati o appartenenti a famiglie meno abbienti, si tradurrebbe in una disfatta. La cautela – sostiene l’Anief -, va attuata sicuramente nelle scuole ma anche al di fuori. Il metro di distanza deve essere un requisito imprescindibile, da adottare ovunque“.

“Rimaniamo convinti – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che il distanziamento sociale debba valere per tutti i luoghi pubblici. La scuola ha già i superato il test anti-contagio a giugno, durante gli esami di maturità”.

“Si è imposta ora un protocollo, che abbiamo sottoscritto anche noi. Si sta cercando di ripartire, fornendo le scuole delle necessarie attrezzature, dai banchi monoposto alle mascherine – porsuege il sindacato -, e anche del personale aggiuntivi, anche se dovrà essere integrato”.

“Il personale sarà presto invitato a svolgere test sierologici, sempre su base volontaria. E le classi in diversi casi non potranno superare il tetto dei 15 alunni – continua l’associazione -, con enormi sacrifici per trovare una sistemazione agli altri”.

“Un aiuto arriverà dall’Unione Europea, che si accinge ad assegnare diversi miliardi attraverso il Recovery Fund. Però tutti ora devono fare la loro parte. Non è possibile – conclude Pacifico – pensare di vanificare tutto, tornare alla didattica a distanza per tutti, per colpa del mancato senso civico. Per l’irresponsabilità che regna a livello personale e sociale”.
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