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Morte Mazzinghi, Benvenuti: “E’ stato il guerriero del ring”

Scomparso lo storico pugile rivale di Benvenuti. Fu campione del mondo nei medi junior. Lo sport ricorda lo storico incontro con Nino a San Siro e a Roma

Cuore e pugilato sul ring. Questo fu Sandro Mazzinghi negli anni ’60 di una boxe che allora era seguita come il calcio oggi. E oggi il grande pugile campione del mondo superwelter e campione europeo di categoria lascia una vita piena di gloria sportiva.

Se n’è andato ieri mattina a Pontedera. Dove era nato e cresciuto. Mazzinghi è scomparso nell’amore della sua famiglia a 81 anni, lasciando il vuoto in un pugilato azzurro che da allora ha sempre visto, lui e Benvenuti, come modelli da seguire. Ed erano rivali i due storici atleti.

Diversi per carattere. Benvenuti posato e tecnico nel pugilato, Mazzinghi istintivo e estroverso. Talento, passione e tanta adrenalina in corpo. Cominciò di nascosto a praticare il pugilato. La madre non avrebbe mai voluto che seguisse le orme del fratello, ma così fu e lei dovette arrendersi all’idea di avere due pugili in casa. Non partecipò alle Olimpiadi di Roma. Al suo posto fu convocato Carmelo Bossi, poi medaglia d’argento in quella manifestazione sportiva che aprì gli occhi dell’Italia sul mondo, accelerando il miracolo economico nazionale e internazionale. E mentre l’Italia stessa cresceva, anche Mazzinghi lo faceva nel pugilato. Passò da professionista nel 1961 con il team della Ignis, con cui restò fino al ritiro. Grazie al suo grande talento e ai risultati ottenuti viene scelto come sfidante al titolo mondiale nei pesi superwelter.

Il 7 settembre del 1963 batte Dupas al nono round per k.o. e si aggiudica il titolo e il nome nella storia della boxe. Nella rivincita a Sydney il dicembre successivo, esce di nuovo vincitore al tredicesimo round. Stesso peso per lui, come quello di Nino Benvenuti. Rivali sul ring e amici nella vita, anche se per parecchi anni non si parlarono, per via di questa continua sfida individuale nello sport.

Si scontrarono sul ring il 18 giugno del 1965 allo Stadio San Siro. L’evento attesissimo di sempre, in quegli anni. Televisione, fotografi e Mazzinghi con un grave peso sul cuore. Aveva perso la moglie sposata 12 giorni, in un incidente stradale. Ma ugualmente salì sul ring per battersi e non perdonerà mai alla sua squadra e a Benvenuti di averlo voluto quel match nonostante il disagio psicologico e morale incombente. Perse al sesto round per k.o. Quest’ultimo vinse anche nella rivincita svoltasi il 17 dicembre in un Pala Eur pieno come un uovo e colmo di vip dello sport e del cinema. Benvenuti vinse ai punti e dopo un responso giunto in una lunga e sofferta ora di attesa. Mazzinghi contestò che l’atterramento subìto nel secondo round era in realtà una scivolata semplice sul ring. Non si parleranno allora per 40 anni i due rivali, proprio a causa di quel verdetto.

Ma il giorno della sua scomparsa è proprio il suo eterno rivale a ricordarlo con rispetto: “Per parlare di lui bisogna trovare le parole migliori – dice Benvenuti su Gazzetta.it – ci siamo battuti, sono sempre state battaglie dure, ma l’ho sempre rispettato e ora lo ricordo con affetto. La nostra è stata una rivalità come quella fra Coppi e Bartali, abbiamo diviso l’Italia dello sport”. Descrivendo il Mazzinghi atleta, aggiunge: “Sul ring Sandro era un guerriero – dice ancora -, ti metteva paura, lo guardavi negli occhi e capivi che per lui c’era solo il volerti sopraffare, voleva vincere a tutti i costi. E per batterlo dovevi dare veramente qualcosa in più”.

Anche la famiglia dedica all’ex campione iridato parole di profondo affetto. Sulla sua pagina ufficiale Facebook, i suoi congiunti scrivono: “Per noi oggi è un giorno triste ma non possiamo che andare orgogliosi per l’uomo, l’atleta, il campione e il padre che è stato. Ciao Babbo non ti dimenticheremo mai resterai sempre con noi e con tutti quelli che ti hanno voluto bene. La tua famiglia, David Simone e Marisa“.

(Il Faro online)