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Le Rubriche di Il Faro Online - Viaggi & Turismo

Al Castello di Santa Severa tra il mito di Leucotea e il misterioso fantasma

Suggestione o realtà? Una esclusiva visita guidata in notturna al rinomato castello del litorale laziale per scoprire miti e leggende in secoli di storia

di: ILARIA CASTODEI

Santa Marinella – Una tranquilla serata estiva ci porta a visitare uno dei simboli della storia e della cultura del Lazio, proprio ultimamente catalogato tra i migliori siti al mondo da Tripadvisor: il Castello di Santa Severa (clicca qui)

Ma non è, la nostra, una visita comune, solo per mirare il monumento da secoli sulla punta della scogliera dell’omonimo borgo ad abbracciare il suo mare e godere della sua bellezza; non è stata una visita basata solo sul racconto della sua storia e dei personaggi che lo hanno vissuto. Bensì un inconsueto itinerario accompagnati dalle ombre della notte e dalle suggestive luci artificiali che ci ha fatto apprezzare l’atmosfera mistica e leggendaria del castello insieme ai tanti misteri che lo avvolgono e che girano attorno alla presenza del suo secolare fantasma.

L’antica città portuale di Pirgy e i suoi santuari

Un percorso iniziato prima tra i vicoli, i cortili, le piazze, i musei del Borgo, accompagnati da una esaustiva e preparata guida, affidataci dall’Ass. Coop Colture (che gestisce il settore turistico del castello), fino alle mura dell’antico maniero con la sua monumentale Torre Saracena che si staglia nel cielo dominando il Mar Tirreno. Tra l’incantevole tramonto e l’imminente crepuscolo siamo andati indietro nel tempo, all’epoca della città estrusca di Pyrgi, che fu il porto principale di Caere (l’odierna vicina Cerveteri) ed uno tra i più importanti scali marittimi di tutta l’Etruria. Pirgy possedeva due grandi santuari celebrati in tutto il mondo antico e molto frequentati sia da Etruschi che da Greci e Fenici. Il primo era un tempio della fine del VI secolo a.c. dedicato a Uni-Astarte e il secondo un tempio della prima metà del V sec. a.c. dedicato a Leucotea-Ilizia, (l’etrusca Uni). Proprio vicino alle rovine di Pyrgi è sorto, nel XIV secolo, il maestoso Castello di Santa Severa che dà testimonianza dell’antica città, con alcuni resti del porto e del Santuario emporiale, il più recente, quello dedicato proprio al mito e all’approdo della dea del mare.

Il mito di Leucotea, la dea bianca che scorre sulla schiuma del mare

Leucotea, ovvero la “Dea bianca del mare”, è un personaggio della mitologia greca (assimilato in quella romana come Mater Matuta), la protettrice degli uomini che prendono la via del mare e da questi invocata nei momenti di difficoltà. La leggenda narra che, al contrario di tutti gli altri Dei, Leucotea ebbe una precedente vita mortale, nella quale, non è chiaro, forse si tinse o assistette inerme ad un crimine verso i suoi figli o ancora lei stessa subì violenze dai suoi figli ed in seguito, per la vergogna, si gettò in mare per mettere fine alla sua esistenza. Al contatto del suo corpo mortale, pervaso dal dolore, con il mare, si tramutò, per volere degli Dei, in Leucotea, Dea che, con le sue grandi e bianche braccia assimilate alla schiuma delle onde del mare, protegge oggi i marinai, o quanti altri solchino queste acque, dalle insidie marittime. Tra le varie ipotesi, si pensa che la Dea, dopo la tramutazione, fosse approdata proprio qui, questo lembo di terra che poi divenne Santa Severa, grazie all’aiuto di alcune creature del mare. Proprio nel tempio edificato in suo onore è stato rinvenuto, quasi 50 anni fa, un prezioso reperto, ovvero la scultura che ritrae la sua testa, oggi conservata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; nello stesso museo è custodito anche lo splendido altorilievo che raffigura un episodio relativo al mito greco dei “Sette contro Tebe”, ritrovato nel tempio più grande e antico, quello dedicato alla dea Uni.

Leucotea come la martire Santa Severa

Severa di Pirgy fu una cristiana che subì il martirio sotto l’impero di Diocleziano il quale ordinò all’epoca l’ultima grande persecuzione contro i cristiani. Brutalmente uccisa sulla spiaggia dell’antica città, fu qui sepolta e successivamente poi santificata come martire. Fu costruita in suo onore una chiesa i cui resti archeologici furono scoperti proprio nelle fondamenta del Castello di Santa Severa intorno al V-IV secolo, rappresentati ancora oggi da alcune mura perimetrali.
Anche Severa perse la vita venendo poi venerata come “la martire delle onde del mare” e proprio come Leucotea pare che anche la santa sia divenuta nel tempo, complice sicuramente l’edificazione successiva del Castello sul mare che prende proprio il suo nome, protettrice di chi si avventura in mare per lavoro, per viaggio o per rifugio.

Il misterioso fantasma del castello

Girovagando per il maniero e ascoltando i suoi seducenti rumori, siamo arrivati nella Sala del Nostromo dove è conservata una particolare tomba di quello che doveva essere un misterioso nobile o un aitante cavaliere. Nel cortile del Castello infatti sono stati scoperti resti di circa 400 uomini risalenti tra il IX ed il XIV secolo. Insolito quanto inquietante è stato il ritrovamento di questo sarcofago con coperchio monolitico a croce scolpita; all’interno uno scheletro in una strana posizione, quasi in ginocchio, ovvero girato sul ventre in maniera scomposta. Tante sono state le ipotesi che si sono susseguite per spiegare questa postura mortuaria, la più frequente, e che si conviene più pensare, è senz’altro quella che l’uomo sia stato seppellito ancora vivo. Quindi la fantomatica presenza di un infestazione fantasma tra le mura del castello si riconduce all’anima dannata del cavaliere/nobile che vaga capriccioso nei meandri del maniero spaventando i suoi ospiti.

Moltissime, negli anni, infatti, sono state le reali testimonianze di misteriosi rumori di passi tra i vuoti corridoi, mani che bussano a porte che si aprono inspiegabilmente, macabre e alternanti presenze di luci e sagome colorate, oggetti che si muovono e strani tocchi, che hanno destato la curiosità di tantissimi turisti che visitano oggi il Castello, alla ricerca di una avventura fuori dagli schemi che trasporti in una atmosfera leggendaria con quel quid in più del soprannaturale. Suggestione o realtà, leggenda o storia? Bisogna dunque accertarsene e visitare questo incantevole monumento con la passione di chi entra in un mondo parallelo attraversato da tante epoche, leggende e culture.

All’interno del Borgo del Castello Santa Severa

Il borgo è sede inoltre del “Polo Museale Civico del Castello di Santa Severa”, che comprende non solo il Museo del Castello ma anche il Museo del Mare e della Navigazione antica. Molto interessante è stata anche la visita all’antistante Chiesa di Santa Maria Assunta che conserva all’inteno una tela d’altare raffigurante l’assunzione tra le sante Severa e Marinella.
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