L'iniziativa |
Papa & Vaticano
/

L’annuncio del Papa: il 4 settembre una giornata di preghiera e digiuno per il Libano

2 settembre 2020 | 20:05
Share0
L’annuncio del Papa: il 4 settembre una giornata di preghiera e digiuno per il Libano

Il Pontefice argentino: “Offriamo la nostra preghiera per tutto il Libano e per Beirut”

Città del Vaticano – Una giornata di preghiera e digiuno, che coinvolge non solo i cattolici, ma tutti i credenti di tutte le religioni e confessioni del pianeta, per il Libano. Ad annunciarlo è Papa Bergoglio, al termine dell’Udienza Generale del Mercoledì, oggi celebrata nuovamente alla presenza dei pellegrini dopo sei mesi di lockdown (leggi qui)

“A un mese dalla tragedia che ha colpito la città di Beirut (leggi qui), il mio pensiero va ancora al caro Libano e alla sua popolazione particolarmente provata”, dice Francesco mentre un sacerdote gli si inginocchia mostrandogli la bandiera del Librano. Il Santo Padre fa sue le parole di San Giovanni Paolo II, scritte nella lettera apostolica inviata alla chiesa libanese nel settembre del 1989: “Di fronte ai ripetuti drammi, che ciascuno degli abitanti di questa terra conosce, noi prendiamo coscienza dell’estremo pericolo che minaccia l’esistenza stessa del Paese. Il Libano non può essere abbandonato nella sua solitudine”.

“È profondamente vera l’affermazione che il Libano rappresenta qualcosa di più di uno Stato: il Libano ‘è un messaggio di libertà, è un esempio di pluralismo tanto per l’Oriente quanto per l’Occidente’ (ibid.). Per il bene stesso del Paese, ma anche del mondo, non possiamo permettere che questo patrimonio vada disperso – prosegue il Papa -. Incoraggio tutti i libanesi a continuare a sperare e a ritrovare le forze e le energie necessarie per ripartire. Domando ai politici e ai leader religiosi di impegnarsi con sincerità e trasparenza nell’opera di ricostruzione, lasciando cadere gli interessi di parte e guardando al bene comune e al futuro della nazione. Rinnovo altresì l’invito alla Comunità internazionale a sostenere il Paese per aiutarlo ad uscire dalla grave crisi, senza essere coinvolto nelle tensioni regionali”.

Poi, un pensiero particolare agli abitanti di Beirut, duramente provati dall’esplosione: “Riprendete coraggio, fratelli! La fede e la preghiera siano la vostra forza. Non abbandonate le vostre case e la vostra eredità, non fate cadere il sogno di quelli che hanno creduto nell’avvenire di un Paese bello e prospero”.

E, rivolgendosi ai pastori, vescovi, sacerdoti, consacrati, consacrate, laici, ribadisce: “Continuate ad accompagnare i vostri fedeli. E a voi, vescovi e sacerdoti, chiedo zelo apostolico; vi chiedo povertà, niente lusso, povertà con il vostro povero popolo che sta soffrendo. Date voi l’esempio di povertà e di umiltà. Aiutate i vostri fedeli e il vostro popolo a rialzarsi ed essere protagonisti di una nuova rinascita. Siate tutti operatori di concordia e rinnovamento nel nome dell’interesse comune, di una vera cultura dell’incontro, del vivere insieme nella pace, di fratellanza. Una parola tanto cara a San Francesco: fratellanza. Che questa concordia sia un rinnovamento nell’interesse comune. Su questo fondamento si potrà assicurare la continuità della presenza cristiana e il vostro inestimabile contributo al Paese, al mondo arabo e a tutta la regione, in uno spirito di fratellanza fra tutte le tradizioni religiose che ci sono nel Libano”.

Quindi, l’annuncio: “È per questa ragione che desidero invitare tutti a vivere una giornata universale di preghiera e digiuno per il Libano, venerdì prossimo, 4 settembre. Io ho l’intenzione di inviare un mio rappresentante quel giorno in Libano per accompagnare la popolazione: andrà il Segretario di Stato a nome mio, per esprimere la mia vicinanza e solidarietà. Offriamo la nostra preghiera per tutto il Libano e per Beirut. Siamo vicini anche con l’impegno concreto della carità, come in altre occasioni simili (leggi qui). Invito anche i fratelli e le sorelle di altre confessioni e tradizioni religiose ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme”.

“E adesso vi chiedo di affidare a Maria, Nostra Signora di Harissa, le nostre angosce e speranze. Sia Lei a sostenere quanti piangono i loro cari e infondere coraggio a tutti quelli che hanno perso le loro case e con esse parte della loro vita. Che interceda presso il Signore Gesù, affinché la Terra dei Cedri rifiorisca ed effonda il profumo del vivere insieme in tutta la Regione del Medio Oriente. E adesso invito tutti, per quanto possibile, a metterci in piedi in silenzio e pregare in silenzio per il Libano”, conclude il Papa mentre si alza in piedi – e con lui gli oltre 500 fedeli presenti all’Udienza – e prende in mano la bandiera offertagli dal sacerdote.

Il Faro online – Foto © Vatican Media