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Parco Riviera di Ulisse, cittadini protagonisti dei progetti di “Citizen Science”

I cittadini che prenderanno parte ai progetti verranno addestrati a riconoscere specifiche specie animali e vegetali.

L’ente Parco Riviera di Ulisse ha presentato stamattina il progetto di monitoraggio diffuso delle aree naturali di sua competenza.
I cittadini che prenderanno parte ai progetti di “Citizen Science” verranno addestrati a riconoscere specifiche specie animali e vegetali e forniranno, attraverso la loro spontanea iniziativa i dati raccolti al personale specializzato per la successiva analisi.

Si tratta di una iniziativa che coinvolge prima di tutto scuole e associazioni locali che nasce da un protocollo di intesa che coinvolge non solo il Paro Riviera di Ulisse ma anche il Parco dei Monti Aurunci, la società dei Naturalisti di Napoli e il dipartimento di Scienza della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università degli studi di Napoli, la Federico II.

Il progetto prevede l’implementazione di attività finalizzate alla caratterizzazione geologica e geomorfologica dell’area dei parchi, l’individuazione e rilevazione delle emergenze geo-ambientali presenti sul territorio – con particolare attenzione alla presenza di aree di frana e soggette a fenomeni erosivi intensi, inclusi quelli attivi lungo la costa -, l’individuazione di siti contaminati da attività antropica, incluse le aree marine e costiere protette, l’individuazione, lo studio e il recupero di aree archeologiche, il supporto alla predisposizione di materiale divulgativo relativo a geo siti e geo itinerari che facilitino la fruizione dei territori urbani e rurali presenti nell’area dei parchi, la partecipazione realizzazione e promozione di eventi e iniziative finalizzate alla diffusione delle conoscenze naturalistiche con particolare attenzione per le giovani generazioni.

“Anche territori come il nostro che – dice il presidente del parco Riviera di Ulisse, Carmela Cassetta -, vista la forte antropizzazione si ritengono del tutto noti alla scienza possono riservare molte sorprese grazie al monitoraggio diffuso e capillare previsto da questo accordo. Quella che proponiamo non sarà un esercizio di scuola o un’occasione di educazione ambientale, ma la partecipazione a una vera ricerca universitaria e una reale opportunità per i cittadini di dare un effettivo contributo alla tutela del territorio nel quale viviamo”.