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Covid-19, restrizioni sui voli: l’Ue studia un vademecum unico per i viaggiatori

La cartina, utile a chiarire divieti e zone a rischio, andrebbe aggiornata ogni settimana

Bruxelles – In arrivo una nuova legenda per distinguere le zone ad alto rischio di contagio da quelle più  sicure. L’Ue è al lavoro per creare una cartina unica, con una sola gamma di colori, chiarificare la giungla di divieti e restrizioni di viaggio da un Paese all’altro dell’Unione, decise autonomamente dalle capitali, in seguito alla pandemia da Covid-19.

Sulla base dei dati forniti dagli Stati dell’Ue, la Commissione propone che l’Ecdc (European Centre for Disease Prevention) pubblichi una mappa dei Paesi Ue e dello Spazio Economico Europeo, aggiornata ogni settimana, con un codice comune di colori, per aiutare i viaggiatori ad orientarsi nella selva dei divieti incrociati, che è risorta in Europa con l’aumento dei contagi provocato dalle vacanze estive.

Le zone e i colori

Il verde, nella proposta della Commissione, che ora dovrà essere approvata dal Consiglio, caratterizzerà le aree a basso rischio, nelle quali il numero totale dei positivi sia inferiore a 25 ogni 100mila abitanti, in un periodo di 14 giorni e la percentuale degli infetti sia inferiore al 3% del totale dei tamponi.

Le zone arancioni, più rischiose, sono quelle in cui il numero dei nuovi casi  da Covid-19 è inferiore ai 50 per 100mila abitanti, sempre su 14 giorni, ma in cui la percentuale dei malati sul totale dei test è superiore al 3%; oppure, le aree in cui il tasso di contagi è compreso tra 25 e 150 ogni 100mila abitanti, ma la percentuale dei contagiati sul totale degli esami è sotto il 3%.

Le zone rosse, ad alto rischio, sono quelle in cui il numero totale dei contagi è più alto di 50 ogni 100mila abitanti per un periodo di 14 giorni e in cui la percentuale di positivi sui test è uguale o superiore al 3%, oppure in cui numero dei nuovi infetti è superiore a 150 ogni 100mila abitanti, sempre su 14 giorni.

Ci sono anche le zone grigie, che sono quelle in cui non ci sono informazioni sufficienti per valutare in base ai criteri proposti dalla Commissione, oppure quelle in cui il numero dei test Covid-19 condotto sulla popolazione è inferiore a 250 ogni 100mila abitanti. (fonte adnkronos)