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Fiumicino, Roberto Tasciotti: “Palestre e servizi educativi, decisioni da rivedere”

Non soddisfano il Garante per l'Infanzia e l'adolescenza le ultime decisioni prese a Fiumicino su palestre e servizi educativi

Fiumicino – E’ stato dirigente scolastico, attualmente direttore scientifico della Scuola Regionale dello Sport del Coni, docente di psicologia all’università di Tor Vergata, ed incarna la figura del Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza presso il Comune di Fiumicino. Chi meglio di lui per affrontare le questioni più spinose delle ultime settimane, dall’ordinanza sulle palestre all’affidamento dei servizi educativi!? Il Faro online ha dunque chiesto e ottenuto un’intervista con Roberto Tasciotti, garante per l’infanzia.

Prof. Tasciotti, è un momento particolarmente delicato quello che stiamo vivendo. Da un lato l’esigenza di tutela dell’immediato (isolamento da Covid), dall’altro la tutela di un corretto sviluppo di una generazione (relazioni interpersonali). La politica, in particolare quella di Fiumicino, come si sta muovendo?

“Premettiamo – spiega – che il mio ruolo istituzionale è quello di trovare soluzioni quando si manifestano situazioni conflittuali che mettono in gioco la salute mentale dei bambini e dei giovani attraverso le mie conoscenze ed esperienze che si sono consolidate in 50 anni di studi, d’impegno professionale e di ricerche.
Quindi ogni mio intervento non è condizionato da logiche partitiche o di movimenti politici, ma ne è al di fuori. Ciò detto ho il dovere deontologico di manifestare criticità e proporre soluzioni all’Amministrazione comunale, quando reputo che ci possano essere conseguenze negative per i bambini ed i ragazzi di Fiumicino”,

Bene, allora iniziamo nello scendere all’interno dei singoli problemi.

Chiusura delle palestre alle Associazioni sportive nel pomeriggio: cosa ne pensa?

“L’effetto che si registrerà, se persiste questa ordinanza, è quello di ritrovarsi con migliaia di bambini, di giovani ed adulti impossibilitati a fare un’attività motoria o sportiva, con conseguenze sia psicologiche che fisiche. Rammento che il nostro Paese ha il primato dei bambini in sovrappeso, che la vita sedentaria determina diversi processi degenerativi che si traducono in spese sanitarie, che crescono le curve dell’apparato osseo, cifosi, scoliosi.

Quello che mi aspetto è che l’Amministrazione comunale, come recita il piano governativo, richieda alle associazioni sportive l’applicazione dei protocolli federali e degli enti promozionali, approvati dal Governo, per svolgere le attività e non inibire, dimostrando scarsa fiducia nelle capacità organizzative dell’associazionismo.

L’impegno – prosegue Tasciotti – è semplicissimo: la garanzia di lasciare i locali disinfettati o quantomeno igienizzati, come stabilito dal comitato tecnico scientifico. Nel piano scuola 2020-2021, per la precisione ‘documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione’ del 26 giugno 2020, approvato da Regioni ed Enti Locali, si legge che: “resta ferma la competenza degli Enti locali nella concessione delle palestre e di altri locali afferenti alle istituzioni scolastiche di competenza, al termine dell’orario scolastico, operate le opportune rilevazioni orarie e nel rispetto delle indicazioni recate dal Documento tecnico del CTS, purché, all’interno degli accordi con le associazioni concessionarie siano esplicitamente regolati gli obblighi di pulizia approfondita e igienizzazione, da condurre obbligatoriamente al termine delle attività medesime, non in carico al personale della scuola”.

Qualche polemica è sorta anche rispetto al tema del trasferimento ad agenzia interinale i servizi educativi. Qual è la sua posizione?

“Trovo imbarazzante l’idea di trasferire i docenti del servizio educativo ad una agenzia interinale, contravvenendo ad un assioma costituzionale sui soggetti in grado di offrire l’istruzione ai bambini, che sono Lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali. Il personale educativo appartiene al rango di una strategia epistemologica centrata sui processi di insegnamento-apprendimento. Rammento che ancora alcuni politici con cariche importanti chiamano il Nido d’infanzia ‘asilo nido’ e la scuola dell’infanzia ‘scuola materna’. Già fa capire qual è la percezione. Spero che l’amministrazione si ravveda e risplenda una concezione scientifico culturale che deve contraddistinguere la via del progresso”.

Siamo prossimi all’apertura delle scuole nell’era del Covid. E’ tranquillo?

Ho presentato a luglio un documento articolato relativo ad alcune proposte su come avviare l’anno scolastico, apprezzate dai dirigenti scolastici. Nello specifico sono partito dal coniugare sussidiarietà e corresponsabilità educativa. Per la ripresa delle attività scolastiche, per la più ampia realizzazione del servizio scolastico nelle condizioni del presente scenario, gli Enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sul territorio, le realtà del Terzo settore e le scuole possono sottoscrivere specifici accordi, quali ‘Patti educativi di comunità’, ferma restando la disponibilità di adeguate risorse finanziarie.

Serve il coinvolgimento dei vari soggetti pubblici e degli attori privati, e tali accordi avvengono attraverso lo strumento della conferenza di servizi. Dando così attuazione a quei principi e valori costituzionali, per i quali tutte le componenti della Repubblica sono impegnate nell’assicurare la realizzazione dell’istruzione e dell’educazione, e fortificando l’alleanza educativa, civile e sociale di cui le istituzioni scolastiche sono interpreti necessari, ma non unici.

In concreto?

“Ho invitato l’Amministrazione comunale ha convocare la conferenza dei servizi, al fine di: – favorire la messa a disposizione di altre strutture o spazi, come parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei, spazi sportivi al fine di potervi svolgere attività didattiche complementari a quelle tradizionali, comunque volte a finalità educative; – sostenere le autonomie scolastiche, tenuto conto delle diverse condizioni e criticità di ciascuna, nella costruzione delle collaborazioni con i diversi attori territoriali che possono concorrere all’arricchimento dell’offerta educativa, individuando finalità, ruoli e compiti di ciascuno sulla base delle risorse disponibili.
L’obiettivo ultimo è quello di fornire unitarietà di visione ad un progetto organizzativo, pedagogico e didattico legato anche alle specificità e alle opportunità territoriali. Io l’ho sperimentato 30 anni fa, con esiti stupendi. Spero che il Comune ne faccia tesoro.

Nei suggerimenti, è andato anche oltre l’aspetto comunale?

“Sì. Ho inviato al Ministro dell’Istruzione alcune proposte per riaprire in serenità la scuola. Compagni di banco: coppia fissa al banco per la tracciabilità. Così può aumentare la capienza nelle aule, senza creare stravaganze. Tale azione è stata approvata a livello Nazionale per l’allenamento dei giovani negli sport di combattimento, le scuole calcio hanno riaperto con i normali contatti e via dicendo. Sarebbe stato utile adottarlo per la scuola. Inoltre ho sollecitato il ripristino della figura del medico scolastico, soppressa molti anni fa”.