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11 settembre 2001: i libri e i film che raccontano l’attacco di 19 anni fa

Ecco le produzioni cinematografiche e letterarie che nel corso di un ventennio lo hanno reso parte integrante della cultura contemporanea

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New York – 11 settembre 2001: dalle 8.46 del mattino il mondo si ferma. Due aerei di linea americani vengono fatti dirottare da diciannove terroristi di Al-Qaida su entrambe le Twin Towers del World Trade Center, mentre un terzo distrugge il Pentagono, sede della Difesa in Virginia. Un quarto, che inizialmente aveva avuto Washington come obiettivo, precipita in Pennsylvania dopo la rivolta dei propri passeggeri.

Quasi tremila cittadini restano coinvolti, tra morti, feriti, e ancora oggi coloro che sono classificati tra i dispersi e vittime su lungo termine, che hanno perso la vita per malattie respiratorie dovute all’inalazione di polveri e tossine.

La lotta alla sopravvivenza di migliaia di persone viene ripresa dalle telecamere e guardata dal mondo in diretta. L’impatto mediatico è senza precedenti: ancora oggi, quelli che erano bambini diciannove anni fa, ricordano il momento esatto in cui i notiziari hanno interrotto qualsiasi trasmissione stessero guardando, per trasmette il momento dell’impatto.  Per settimane e mesi, l’attacco al World Trade Center diventa il fulcro della scena internazionale e la causa scatenante della guerra in Afghanistan.

Nell’arco di un ventennio, è stata massiccia la produzione cinematografica e letteraria che ha posto gli attacchi terroristici dell’11 Settembre al centro di una narrazione poliedrica, che più volte ha cambiato lente d’ingrandimento. Romanzi e raccolte di articoli, pellicole dal netto taglio documentaristico, thriller, film drammatici: tutto ha contribuito a rendere quel giorno, e quello che ne è conseguito, parte integrante della cultura contemporanea.

Libri

Ma vediamo nel dettaglio quali sono, ancora oggi, le produzioni che rivestono un valore inestimabile di testimonianza storica.

Tra i più iconici libri d’impatto dedicati all’11 Settembre, il volume di raccolta fotografica del maestro McCurry, McCurry NY 11 settembre 2001, uscito nel Settembre 2016 ed edito in Italia da Mondadori Comics.

Steve McCurry è stato l’autore degli scatti dell’attentato, che sono stati pubblicati sui più grandi giornali del mondo, per poi fotografare anche l’Afghanistan e la vita durante la guerra. L’opera è un cartonato di 136 pagine di cui otto inedite, dove le foto del Maestro vengono “raccontate” e contestualizzate dai fumettisti di fama internazionale Jean David Morvan e Jung Gi Kim. C’è un mondo, oltre gli occhi del “Ritratto di una ragazza Afghana”.

Tra i classici di narrativa, è rimasto insuperato “Molto forte, incredibilmente vicino”, il bestseller mondiale scritto da Jonathan Safran Foer edito in italia da Guanda. Oskar ha nove anni e ha perso il padre nell’attacco alle Torri Gemelle: è il lutto, la perdita senza ritorno, la guerra vista con gli occhi di un bambino che continua a cercare suo padre, partendo da una chiave e andando a ritroso per “ritrovarlo”.

Le immagini del volume sono talmente vivide, (sia le fotografie in bianco nero che quelle narrate tra le sue pagine), che dal libro è stato tratto l’omonimo film del 2011 con Tom Hanks e Sandra Bullock, diretto da Stephen Daldry e candidato a due Oscar nel 2012.

Cifra distintiva del romanzo è “The falling man” di Richard Drew, la foto in bianco e nero a chiusura, che diventa simbolo della narrazione a ritroso: l’agghiacciante sequenza di scatti di un uomo che si lancia dalla torre per fuggire alle fiamme, viene montata al contrario, sognando di poter salvare quell’uomo anziché lasciarlo cadere nel vuoto.

“Io avrei detto “Niente”, alla rovescia. Lui avrebbe detto: “Si, pulce?” Alla rovescia. Io avrei detto: “Papà?” alla rovescia, che non è così diverso da “papà” detto normalmente. Mi avrebbe raccontato la storia del sesto distretto, dalla voce nel barattolo fino all’inizio, da “Ti amo”, a “Una volta, ma tanto tempo fa…”. E saremmo stati tutti salvi.

“New York, ore 8.45”, a cura di Simone Barillari ed edito in Italia da Minimum Fax: è una delle più complete raccolte di articoli usciti nei giorni successivi alla tragedia e che successivamente hanno vinto il premio Pulitzer. Gli scritti pubblicati sui giornali più prestigiosi come il New York Times, il Washington Post e il Wall Street Journal, raccontano dei sopravvissuti, di chi ha rischiato la vita per salvare qualcun altro, delle scelte politiche di Bush rispetto agli allarmi che erano stati lanciati prima che gli attentati si verificassero. La raccolta ha un forte valore documentaristico.

Film

Farenheit 9/11, che “ruba” il titolo e la metafora portante del capolavoro di Bradbury, è un documentario uscito nel 2004 , scritto e diretto da Micheal Moore. Il regista è stato successivamente bersagliato di critiche per questa produzione, dal momento che il docufilm analizza esplicitamente una serie di contraddizioni dell’amministrazione Bush, e lo fa in maniera diretta, partendo prima ancora delle elezioni, per poi fare uno zoom sul modo in cui l’emergenza è stata affrontata dall’allora Presidente, e per proseguire infine con la guerra in Iraq.

World Trade Center è un film drammatico di sopravvivenza del 2006, ispirato alle vicende reali della Polizia di New York durante l’11 Settembre: più di quattrocento persone tra le vittime erano infatti soccorritori. Il film diretto da Oliver Stone è interpretato da Nicholas Cage, Micheal Pena e Maggie McGynnehaal. Punto di forza è lo sviluppo sui due livelli visivi di luce e ombre, dove alla prima sono dedicati gli affetti e le persone che si spera di rivedere oltre le macerie, e nella seconda sono relegate le trappole,  le polveri delle macerie, la morte e la lotta per la sopravvivenza.

Il secondo progetto cinematografico del 2006 è il famosissimo United 93 scritto e diretto da Paul Greengrass, vincitore di due premi BAFTA: il film è di alta tensione e narra gli episodi che hanno condotto i passeggeri del volo a rivoltarsi contro l’intento di compiere l’ultimo attentato.

Altri film legati all’11 Settembre sono Remember Me con Robert Pattinson, un melò collegato solo marginalmente alle vicende del World Trade Center; Ground Zero di Spike Lee, dove per la prima volta compare il monumento dedicato alle vittime, e 11 settembre 2001, film del 2002 composto da undici episodi diretti da 11 registi differenti.

“Tutto quello che è nato deve morire, e questo significa che le nostre vite sono come i grattacieli. Il fumo sale a velocità diverse, ma le vite sono tutte in fiamme, e tutti siamo in trappola.” Molto forte, incredibilmente vicino.

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