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Il Pd incalza: “A Tarquinia la campanella suona in ritardo”

"Il 28 settembre ci aspettiamo organizzazione certosina e sicurezza per tutti, bambini e ragazzi, docenti e personale scolastico".

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Tarquinia – “Il silenzio assordante sulla scuola e la sua riapertura prevista per il 14 settembre, si è interrotto due giorni fa quando l’assessora Iacobini e il sindaco Giulivi assicuravano di essere pronti per l’inizio dell’anno scolastico”.

Così in una nota il Partito Democratico Circolo “Domenico Emanuelli” di Tarquinia che prosegue: “Dopo un’attesa di mesi genitori e studenti avevano finalmente la certezza di tornare ad una sbilenca normalità.

Durante questo lungo lasso di tempo niente era trapelato dalle mura spesse del Comune: nulla sull’organizzazione delle classi in linea con la normativa anti Covid, nulla sulle strutture scolastiche sottoposte a lavori, nulla di nulla se non le solite “voci di paese”.

Le rassicurazioni fumose di due giorni fa si sono definitivamente dissolte con l’ordinanza sindacale che posticipa l’apertura addirittura al 28 settembre.

Proprio non riusciamo a capire cosa sia cambiato nell’arco di tre giorni. Totale mancanza di trasparenza e di comunicazione anche con gli organi collegiali scolastici che dovrebbero rappresentare il punto di raccordo con i genitori.

Inutile e penoso continuare a nascondere il sole con un dito, trincerandosi dietro al referendum – che avrebbe, peraltro, interessato soltanto il plesso delle elementari – o dietro alle disposizioni ministeriali.

Così i genitori che lavorano dovranno fare i salti mortali per occuparsi dei figli a tempo pieno dopo questa ennesima mancanza di assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale. Chiediamo fortemente di essere messi al corrente, come cittadini, della reale situazione scolastica.

Vogliamo certezze ufficiali – e non messaggi rimbalzati sulle chat di WhatsApp – sulle modalità di rientro a scuola dei nostri figli. Il 28 settembre ci aspettiamo organizzazione certosina e sicurezza per tutti, bambini e ragazzi, docenti e personale scolastico”.

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