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Fermo biologico: a Gaeta, Formia e Ponza 28 pescherecci tirati in secco

Gli armatori hanno dovuto consegnare all’autorità marittima i documenti di bordo e sbarcare tutte le attrezzature.

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Nel Compartimento marittimo di Gaeta, sono ben 28 i pescherecci che da ieri e fino al 13 ottobre devono aderire al fermo biologico. Una misura stabilita dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali per consentire il ripopolamento del mare e che costringerà gli operatori ittici di Gaeta, Formia e Ponza, impegnati con pesca a strascico e volanti, a interrompere seppure solo temporaneamente le attività di pesca.

I 28 armatori coinvolti dal provvedimento ministeriale hanno dovuto consegnare all’autorità marittima i documenti di bordo e sbarcare tutte le attrezzature. Uniche funzioni permesse in questo lasso di tempo, sempre se autorizzate, possono essere la manutenzione ordinaria e straordinaria del peschereccio o il rinnovo dei certificati di sicurezza.

La misura che si rende necessaria per salvaguardare la salute del mare, quest’anno in particolare, va a pesare oltremodo sulla situazione economica degli operatori ittici del compartimento marittimo di Gaeta che come tutti i pescatori hanno risentito già della crisi provocata dal Covid 19 a causa della mancata vendita dei prodotti e del crollo dei prezzi per la scarsa domanda.

Da ieri, a prendere il largo sono quindi solo ed esclusivamente gli operatori della piccola pesca la quale conta tra Minturno, Formia, Gaeta e Ponza oltre 60 unità, ma non rispondo alle esigenze di mercato, soprattutto perché l’utilizzo di reti da posta impedisce di prendere alcune specie richieste, invece, sul mercato.

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