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Ladispoli, il Pd: “Grando cerca scuse invece di chiedere scusa”

I dem: "Se è stato rinviato a giudizio, inoltre, è perché un magistrato inquirente ha trovato elementi per fare un processo"

Ladispoli – “Il sindaco Grando è stato rinviato a giudizio per questioni che riguardano il ritardo con cui i cittadini di un quartiere di Ladispoli sono stati avvisati della presenza di coliformi nell’acqua dei rubinetti domestici (leggi qui). Invece di scusarsi per quanto accaduto, insulta e attacca i consiglieri comunali che hanno portato in evidenza il tema”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal Partito Democratico di Ladispoli.

“Al Sindaco – continuano – vogliamo ricordare che gli esposti in Procura lui li ha fatti contro la passata Amministrazione: ora invece sono uno ‘strumento scorretto della sinistra? Se è stato rinviato a giudizio, inoltre, è perché un magistrato inquirente ha trovato elementi per fare un processo; non è ‘colpa’ del consigliere”.

“Tutto accade perché a luglio il Servizio Igiene della Asl comunica al Sindaco che in una fontanella di un quartiere di Ladispoli nell’acqua sono stati trovati coliformi, segno di contaminazione dell’acquedotto da parte di liquido di fogna. I coliformi non devono essere mai presenti nell’acqua potabile. Invece di seguire le indicazioni della Asl ed emanare l’ordinanza per avvisare i cittadini, Grando fa eseguire analisi da parte di un laboratorio privato e comunica alla Asl che è tutto a posto. Doveva sapere che per legge le analisi di un laboratorio privato non hanno alcuna validità per smentire quelle della Asl. La Asl ripete le analisi e conferma la gravità della contaminazione dell’acqua potabile. Solo a questo punto, dopo giorni nei quali la contaminazione è entrata dai rubinetti nelle abitazioni, il Sindaco emette l’ordinanza. Tra l’altro poco visibile nel quartiere interessato. Dopo settimane, la Flavia Servizi scopre che c’ è un allaccio fognario abusivo alla rete idrica. Aveva quindi ragione la Asl e sbagliava il laboratorio privato”.

Un Sindaco responsabile chiederebbe scusa ai cittadini e alla Asl. Invece, Grando chiama a sua difesa consiglieri che raccontano ‘che non è vero niente, l’acqua è stata sempre potabile’. Non è questo il senso di responsabilità che i cittadini pretendono”, concludono dal Pd.
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