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Tra drive-in e nuovi contagi: il Sindaco fa il punto sulla situazione Covid a Formia

Sono in tutto 7 i casi positivi legati al link dell'imprenditore del mondo ittico locale. Chiuse temporaneamente due delle sue attività per sanificazione

Formia – Dopo una giornata, quella di ieri, all’insegna della psicosi, della caccia all’untore, di dubbi e paure più o meno lecite, il Sindaco di Formia, Paola Villa, questo pomeriggio ha indetto una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione Covid in città. 

“Innanzitutto – ha voluto subito chiarire il Primo cittadino – gli attuali pazienti positivi al coronavirus sono 24. Di questi 24, 21 sono ricoverati presso strutture ospedaliere, tra cui il tanto discusso caso dell’imprenditore locale, attualmente ricoverato allo Spallanzani, ma in buona salute”.

Tra questi 24 pazienti, 7 (compreso il titolare stesso) fanno capo al link epidemiologico dell’imprenditore. “Due casi – ha spiegato il Sindaco – sono stati comunicati dall’Asl domenica pomeriggio. Oltre al titolare, era risultato positivo anche un dipendente (tale ditta, lo ricordiamo, comprese le aziende satellite conta un totale di circa 70 dipendenti). A questi due casi iniziali, si sono aggiunti altri 5 (già conteggiati nei 24 totali in città), tutti appartenenti alla sfera familiare dell’imprenditore”. 

In virtù dei numerosi dipendenti che fanno capo alla ditta, sono poi state prese due importanti decisioni: la prima, che in generale, riguarda la città, è la chiusura temporanea (ufficializzata con l’ordinanza numero 61) di due (e non tre) delle attività collegate all’imprenditore, per permettere la sanificazione dei locali e per permettere alla Asl di avere il tempo di effettuare tutti i tamponi necessari sui dipendenti. Un’ordinanza, quindi, che non ha una scadenza temporale precisa, ma che avrà una sua fine non appena la Asl comunicherà che le due attività possono riaprire.

Altra novità, riguarda l’istituzione di un drive-in temporaneo a Formia. “La Regione Lazio – ha spiegato il Sindaco – non prevede la possibilità di fare tamponi presso un laboratorio privato. Per questo, per accelerare i tempi, si è pensato di fare come lo scorso luglio, ovvero attivare il drive -in che, è bene specificarlo, non sarà accessibile a tutti i formiani, bensì solo a coloro per cui è stata attivata la procedura (tramite il proprio medico di base) per l’accertamento dell’eventuale positività. Nello specifico, sono previsti circa 110 tamponi che riguarderanno soprattutto i dipendenti dell’azienda”. Ancora non si conosce la postazione del drive-in in città, ma il Sindaco ha sottolineato che, in caso di necessità, questa procedura potrà essere ripetuta. L’obiettivo conclamato è avere tutti i tamponi il prima possibile.

Riguardo al link epidemiologico, il Sindaco ha spiegato che sono ancora in corso le indagini per ricostruire da dove sarebbe partito il primo contagio. Per quanto riguarda i casi positivi di Gaeta, quindi, non è ufficialmente confermato che il link epidemiologico sia lo stesso, per quanto ciò non possa neppure essere escluso.

Il Sindaco: “Formia non è zona rossa”

Infine, il Sindaco è stato categorico nel ribadire con forza: Formia non è zona rossa. “Niente di quello che è circolato ieri sul tema è corretto. Di certo, non la presunta ordinanza del presidente della Regione che chiuderebbe i nostri parchi. Anzi, ad un certo è stata la Asl stessa a chiederci di smentire questa eventualità, proprio perché, tantissimi cittadini, allarmati, stavano continuando a chiamare in Pronto soccorso.

Per ora, la situazione è sotto controllo in materia di contagi. Ci auguriamo che sia così, anche in previsione della riapertura delle scuole, che resta fissata al prossimo 24 settembre. Riguardo a tutte le fake news circolate, prenderemo provvedimenti. Non solo per il procurato allarme, ma anche per aver violato l’intimità di una famiglia.

E a chi continua a chiedere o a evidenziare assembramenti fuori dai locali – ha concluso il Sindaco – ricordo che sono già state fatte multe e diversi locali sono già stati chiusi. Ma quelle attività danno da vivere a dei nostri cittadini, che, per mesi, non hanno potuto lavorare. Al rischio assembramenti bisogna rispondere con un alto senso civico, che ci aiuti a non allargare la già grave crisi economica”.

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