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150 anni di Guardia Costiera a Civitavecchia: festa grande al Forte Michelangelo fotogallery

Messa solenne nel cortile del castello presieduta dal cardinal Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi. Poi l'inaugurazione della statua del "Bacio"

Civitavecchia – Il Forte Michelangelo si veste a festa per celebrare i 150 della Guardia Costiera che da un secolo e mezzo veglia sulle acque e il porto di Civitavecchia. Una festa in toni minori a causa del coronavirus, ma non per questo meno importante: ad aprire le celebrazioni la Santa Messa, celebrata nel cortile del Forte dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi. Assieme a lui, sul palco, a concelebrare, monsignor Santo Marcianò, l’Ordinario militare per l’Italia, il vescovo Gianrico Ruzza e l’emerito Luigi Marrucci.

Tante le autorità civili e militari presenti, dal sindaco, Ernesto Tedesco, al Comandante Generale delle Capitanerie di Porto, l’Ammiraglio Ispettore Giovanni Pettorino. Presenti, tra gli altri, per conto della Regione Lazio l’assessore Mauro Alessandri, Francesco Maria di Majo dell’Adsp e l’ex direttore marittimo del Lazio, il contrammiraglio Vincenzo Leone, che da poche settimane ha lasciato il posto al capitano di vascello Francesco Tomas.

Fu proprio Leone a ideare i festeggiamenti, che inizialmente prevedevano anche un concerto con le bande musicali della Marina Militare e della Gendarmeria Vaticana, a ricordo del periodo storico in cui nacque il presidio di Guardia Costiera a Civitavecchia, in pieno Risorgimento e a pochi giorni dalla Breccia di Porta Pia.

“Sono qui, insieme ai vostri pastori, per dire agli appartenenti alla Capitaneria di Porto di Civitavecchia il grazie per quello che siete, che fate, e soprattutto per lo spirito di carità per il vostro servizio verso Dio e il prossimo“, le parole del cardinale, che nell’omelia, ricorda il ruolo fondamentale della Capitaneria per il salvataggio in mare dei migranti.

“Le donne gli uomini che vi lavorano – sottolinea – ben conoscono il sentimento della pietà umana che vorrebbe dare a tutti la possibilità di condurre una vita dignitosa e libera nonostante le difficoltà contingenti dell’accoglienza. Nessuno più di loro e nessuno prima di loro incontra gli sguardi di chi chiede e attende un segno di comprensione e amicizia. Per questo mi sento di dire che questa umana pietà non deve essere solo una virtù di un singolo ma il giusto atteggiamento di ogni società civile verso il prossimo. Si è veramente umani in quanto ci si sente legati alla sorte di tutti gli uomini senza distinzione alcuna di colore condizione economica o credo religioso”.

Poi la preghiera del marinaio e, dopo la benedizione, l‘inaugurazione della statua del “Bacio della memoria” sulla banchina del porto.

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