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Covid, “note” ai bambini che si abbracciano in classe. Ecco perché vengono fatte

Ad una prima lettura potrebbe evidenziarsi all'orecchio dei genitori come una "nota" stonata, invece è solo un modo per comunicare con le famiglie.

Una nota sul registro a un bambino che abbraccia un compagno. Sembra un’assurdità, una vessazione inutile, quasi un accanimento educativo, ma in tempi di Covid e di emergenza sanitaria può accadere anche questo. E forse è un bene, se si fanno le dovute precisazioni.

In primo luogo occorre chiarire un aspetto basilare: la nota è uno strumento di comunicazione tra il docente e la famiglia, non uno strumento punitivo; è il mezzo con cui l’insegnante – quando lo ritiene necessario – informa i genitori di quello che l’alunno fa in classe, nel bene (esistono infatti anche le note di merito) e nel male (le note disciplinari).

In una scuola alle prese con il coronavirus la comunicazione tra scuola e famiglia si fa ancora più importante, perchè entrano in ballo responsabilità civili e penali, soprattutto nel caso di minori: ecco allora che la nota, sul registro, quindi su un documento ufficiale, può avere un valore ancora più importante in caso di contagio.

Infatti i docenti, oltre ad avere l’obbligo di informare tempestivamente il Dirigente scolastico della presenza di sintomi influenzali negli studenti presenti all’interno dell’istituto, hanno anche il dovere di far rispettare tutte le disposizioni in materia di contenimento del contagio delle Autorità e del Dirigente, in modo particolare quelle relative al mantenere il distanziamento fisico di un metro, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene.

Ecco che quando un bambino viola ripetutamente la regola del distanziamento fisico, nonostante i ripetuti avvertimenti, il docente si trova a dover informare dell’accaduto la famiglia con una “nota” perché la famiglia sia consapevole dei comportamenti del bambino e sensibilizzi adeguatamente l’alunno al rispetto delle normative anti-contagio.

La “nota”, inoltre, dimostra anche che l’insegnate in questione ha perseguito con scrupolo le disposizioni stabilite dal dirigente in materia di contenimento a tutela della salute dell’intero gruppo classe, se mai si dovesse verificare nella scuola un caso di contagio.

Ad una prima lettura dunque, potrebbe evidenziarsi all’orecchio dei genitori come una “nota” stonata, invece è solo un modo per comunicare con le famiglie e tutelare il corpo insegnante (e con esso l’intera comunità scolastica).