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Passo della Sentinella, studenti e pendolari “dimenticati” dal nuovo Tpl: l’ira dei residenti

I cittadini annunciano battaglia legale: "Se le cose non cambiano siamo pronti a denunciare per interruzione di pubblico servizio chi ha deciso questi cambiamenti senza nemmeno consultarci"

Fiumicino – A una settimana dall‘inizio della scuola a Fiumicino, uno dei pochi comuni del litorale laziale dove la campanelle è tornata a suonare lunedì 14 settembre, vengono alla luce le diverse criticità legate all’emergenza coronavirus ancora in corso.

Il sindaco Montino aveva assicurato che la città era pronta alla ripartenza (leggi qui) grazie ai lavori negli istituti (leggi qui) e ai nuovi percorsi con nuovi orari per i bus cittadini (leggi qui), pensati ad hoc per evitare assembramenti. Un piano, quello sulla riapertura delle scuole, aveva precisato Montino, tutto “in divenire”. L’amministrazione comunale ha infatti sottolineato fin dall’inizio che le prime settimane sarebbe servite da prova: “se fosse necessario, gli Uffici competenti sono pronti ad intervenire per modificare quanto già attuato”.

A chiedere un intervento immediato sono i residenti di Passo della Sentinella, località a sud del comune di Fiumicino, “dimenticati” dal nuovo piano di trasporti. “Col vecchio servizio l’autobus entrava fin dentro la zona, ora invece 250 famiglie si ritrovano a dover percorrere anche due o tre chilometri ogni mattina per raggiungere la fermata dell’autobus”, denuncia Ivano Talevi, che ha raccolto le istanze dei cittadini.

Ci è stato detto che i mezzi sono troppo grandi per entrare nelle strade di Passo della Sentinella. Eppure i mezzi del nuovo Tpl sono più piccoli rispetto ai pullman di Schiaffini che prima circolavano fin dentro la località. Se il problema è davvero la grandezza dei bus – continua Talevi – perché non si è intervenuti come ad Aranova, dove per permettere il passaggio delle navette sono state realizzate le rotonde? (leggi qui) Qui i bus sono sempre passati e queste dichiarazioni ci sembrano solo una presa in giro”.

Anche gli orari sono un problema: “Al mattino ci sono solo due corse: una alle 7.10 e l’altra alle 8.45. Orari inutili per gli studenti: il primo bus parte troppo presto, col secondo arriverebbero in ritardo – prosegue Talevi -. E anche per il ritorno gli orari non hanno senso, l’ultima corsa è dopo le 18. La sera restiamo senza collegamento, anche i lavoratori sono costretti a farsela a piedi”.

Non solo. “La fermata è diventata una sola e i ragazzi per andare scuola sono costretti a camminare diversi chilometri per raggiungerla. Ora le giornate ancora lo permettono, ma tra poche settimane, con l’inverno e la pioggia diventa rischioso”, prosegue Talevi. Che annuncia anche una battaglia legale: “Abbiamo provato a contattare il Comune ma sembra ci stia solo ignorando. I residenti qui sono esasperati e siamo pronti anche a denunciare per interruzione di pubblico servizio chi ha deciso questi cambiamenti senza nemmeno consultarci. Siamo stanchi di essere sempre lasciati da parte”.

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